Molti italiani si stanno chiedendo se con gli attuali indicatori economici dell’area UE non sia il caso di guardare oltreoceano per investire o semplicemente per aprire un’attività. Stiamo parlando ovviamente degli Stati Uniti, il Paese che più di ogni altro attrae i nostri connazionali e allo stesso tempo è anche la realtà dove il Made in Italy ha più appeal che altrove e dove l’economia è in ripresa.



Del resto, le cifre parlano chiaro: le esportazioni di beni e servizi italiani negli Usa sono sempre state una voce rilevante nel bilancio nel nostro paese.

Come fare dunque ad aprire un’attività negli Stati Uniti? Fondamentale è avere un’idea che possa rivelarsi di successo e vincente in un territorio che ha una popolazione di oltre 331 milioni di abitanti ed un reddito medio pro capite mediamente più elevato di quello italiano. Questo fa sì che gli Usa possano considerarsi un grande mercato di consumo per noi.

L’ottenimento del visto e il business plan

Il visto E2 è necessario per arrivare negli Usa come imprenditori ed è importante, nella fase di richiesta, non commettere errori che potrebbero pregiudicarne l’assegnazione. Apposite realtà si occupano di assistere gli investitori italiani che intraprendono iniziative in America; esse sono formate da consulenti specializzati che spiegano bene come ottenere il visto e2 con Aziendainusa.com.    

Inoltre, alcuni benefici vengono riconosciuti ai familiari dell’imprenditore che volesse poi trasferirsi: pensiamo al diritto allo studio dei figli o alla possibilità che il coniuge possa lavorare negli Stati Uniti.

Un altro passo fondamentale sarà poi quello di redigere il business plan, in pratica un rendiconto previsionale della redditività dell’operazione. Di questo ovviamente si occuperanno i consulenti incaricati e sarà necessario per ottenere il visto investitori. Infatti, il business plan servirà a dimostrare al governo Usa che la nostra idea può generare un reddito tale da poter vivere dignitosamente in loco.

Quali settori e le località più gettonate?

Gli italiani che hanno già investito negli Usa lo hanno fatto nel settore immobiliare o in quello dell’alimentare (pasta, vino, olio), dell’arredo o della moda. Sono i settori in cui il Made in Italy ha negli Usa già un suo brand forte e un appeal che è sinonimo di qualità e genuinità.

Per quanto riguarda le località, la stragrande maggioranza investe in Florida, a Miami, soprattutto nel settore immobiliare. E poi New York, un mercato di consumo molto redditizio che per determinati beni o servizi non può essere ignorato. Ma è in base all’attività imprenditoriale che si valuterà in quale dei 50 Stati Usa andarsi a localizzare. Ogni Stato ha una sua normativa fiscale che si sovrappone e a volte precede a quella governativa.

In quale forma effettuare l’investimento

Un’altra scelta di rilevo per chi vuole investire negli Stati Uniti è in quale veste farlo. Costituire una società di diritto Usa con sede sul territorio aiuta a farsi vedere come partner affidabili e che credono nella propria iniziativa. La costituzione di una società è molto rapida e richiede meno adempimenti rispetto a quella italiana.

Le forma consigliate sono due: la LLC e la Corporation, la prima equiparabile alle nostre srl, le seconde alle nostre società per azioni.

Le LLC molto usate nel settore immobiliare o nel caso di business di dimensioni ridotte, le corporation nel caso di volumi previsionali di vendita più elevati e qualora si volesse disporre di una struttura societaria più complessa ma non per questo meno funzionale. Queste due forme societarie sono tra l’altro anche le uniche permesse ai non residenti. Esse seguono le leggi dello Stato in cui vengono costituite.

Successivamente, l’IRS, l’Agenzia delle Entrate americana, concederà l’Ein, employer identification number alla società e l’ITIN ai soci, corrispondente al nostro codice fiscale.

Occorrerà poi presentare la dichiarazione dei redditi negli Stati Uniti ma, grazie alla convenzione per la doppia imposizione Italia-Usa, i redditi non saranno tassati due volte, in Usa e In Italia, in quanto le tasse versate ad un paese costituiranno un credito nell’altro. Si eviterà così la doppia tassazione.

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1 commento

  1. Sono stato investito dagli Usa, come posso poi investirci? Minimo dobbiamo rivedere la bandiera sudista, paritaria !

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