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Atene, 15 gen – L’ipotesi di un’uscita della Grecia dall’euro non è ancora all’ordine del giorno ma, qualora dovesse concretizzarsi, il paese ellenico aggancerebbe livelli di crescita ben più elevati rispetto a chi oggi adotta la moneta unica. E’ quanto emerge da uno studio condotto da Moody’s.

“La probabilità di un’uscita della Grecia dall’euro è ancora più bassa di quanto non fosse all’apice della crisi nel 2012 e resta un’ipotesi relativamente improbabile”, si legge in un rapporto pubblicato dalla nota agenzia di rating. Non preoccupano quindi le schermaglie fra l’Unione Europea e il leader dell’opposizione Alexis Tsipras, che con il suo partito Syriza può raggiungere la maggioranza relativa alle prossime consultazioni elettorali per il rinnovo del parlamento. Tsipras, d’altronde, ha già più volte ridimensionato le sue posizioni originarie, finendo per chiedere solo un più generico allentamento dell’austerity imposta dalla Troika al paese.

Cosa succede se la Grecia esce dall’Euro – Moody’s tiene comunque aperta la porta a diversi scenari, Grexit compresa. Ed è in quest’ultimo caso che si registra la rottura di almeno due tabù. Si legge infatti sempre nello stesso rapporto che “in caso di un’uscita della Grecia dall’euro, l’economia ellenica probabilmente accuserebbe gravi danni economici nel breve termine ma nel lungo periodo la crescita economica conseguente ad un’uscita dall’euro potrebbe essere superiore a quella dei Paesi che sono rimasti nell’euro“. Questi ultimi potrebbero, a loro volta e sulla scorta di un’eventuale addio di Atene all’euro, “essere spinti a discussioni su ulteriori fuoriuscite dalla moneta unica“.

Filippo Burla

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