Pil in leggera ripresa per il Centro Studi di Confindustria ma non per merito di Renzi

Roma, 22 apr – Le stime di Confindustria riguardo l’economia italiana, si tingono dei colori della primavera. Già nei primi tre mesi dell’anno il Pil dovrebbe evidenziare un segno più a livello congiunturale, ma la ripresa prenderà vigore soprattutto nel secondo trimestre e nei mesi estivi. Secondo la previsione la crescita si attesterebbe ad uno + 0,2% nei primi tre mesi dell’anno che costituirebbe il primo rialzo dopo 14 trimestri consecutivi.

Il Centro Studi di Confindustria è più ottimista rispetto allo + 0,1% stimato dall’Istat che diramerà i dati ufficiali relativi ai primi tre mesi dell’anno il 13 maggio.

Sempre secondo Confindustria, la produzione industriale italiana è stimata in aumento dello 0,1% in marzo dopo il + 0,6% registrato in febbraio con una variazione di + 0,2% su base trimestrale. Considerando anche i progressi evidenziati da Pmi manifatturiero – salito nel mese di marzo a 53,3 da 51,9 in febbraio – con ordini totali in forte accelerazione (54,5 da 51,2) e Pmi terziario, Confindustria stima una crescita dello 0,2% congiunturale nel 1° trimestre per poi accelerare in primavera. Inoltre, l’anticipatore OCSE, in progresso da tre mesi (+0,14% in febbraio), intravede un ulteriore e più marcato incremento del Pil nei mesi estivi.

Per l’intero anno in corso Confindustria vede il Pil tricolore salire dello 0,5% per poi accelerare a + 1,1% nel 2016.

Anche dal mercato del lavoro si attendono graduali miglioramenti. Nei primi due mesi dell’anno il numero di persone occupate in Italia è rimasto sostanzialmente stabile sui livelli dell’ultimo quarto 2014, quando già era rimasto fermo. Secondo lo il Centro Studi di Confindustria: “Si tratta di un arresto temporaneo dopo la progressiva risalita tra settembre 2013 e settembre 2014 (+232mila unità). Nei prossimi mesi le assunzioni a tempo indeterminato saranno sostenute da sgravi contributivi e nuove norme sul contratto a tutele crescenti“.

Confindustria mette a nudo i meriti di questa flebile ripresa, soprattutto se paragonata ai partners europei. “Le potenti spinte esterne hanno rimesso in moto l’Eurozona e l’Italia. Gli effetti di euro più debole, tassi ridotti e prezzo dimezzato del petrolio iniziano a essere ben visibili negli indicatori; alcuni dei quali sono al top da quattro anni. La ripresa accelera man mano che quelle spinte aumentano la fiducia e modificano le decisioni di spesa“.

Un ripresa economica quasi impalpabile che verrà accolta in maniera trionfale e usata come mezzo di propaganda dall’attuale esecutivo ma che ha meriti che non sono da attribuire a questo governo ma a fattori esterni.

Giuseppe Maneggio

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