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mercato del gasBruxelles, 22 apr – Si riapre la partita fra Commissione Europea e Gazprom sul mercato del gas. In un comunicato odierno la Commissione spiega di aver chiuso le indagini preliminari in merito, inviando all’azienda i propri rilievi e concedendole dodici settimane di tempo per rispondere. E non si tratta di accuse di poco conto.

Gazprom è accusata di “abuso di posizione dominante in violazione delle regole Ue in materia di antitrust”, si legge nella nota diramata dalla Commissione. Che spiega: “Gazprom sta infrangendo le regole adottando una politica di partizionamento del mercato, per esempio riducendo la possibilità che gli acquirenti possa rivendere il gas oltreconfine. Questo avrebbe permesso a Gazprom di applicare prezzi sleali in alcuni Stati membri”. Il colosso russo avrebbe, in alcuni casi, fatto dipendere la firma dei contratti di fornitura dalla sottoscrizione di altri accordi non legati alla compravendita degli idrocarburi.

“Il gas è un bene essenziale per la nostra vita quotidiana: mantenere una concorrenza equa sui mercati europei del gas è della massima importanza. Secondo noi, Gazprom potrebbe aver eretto ostacoli artificiali che impediscono il passaggio del gas da alcuni Paesi dell’Europa centrale e orientale ad altri, intralciando così la concorrenza transfrontaliera”, ha affermato il commissario Ue alla concorrenza Margrethe Vestager.

Gazprom rischia così una multa pari, al massimo, al 10% del suo fatturato nel 2012, anno nel quale l’indagine è stata avviata. Si tratterebbe di una cifra record, pari a oltre 14 miliardi di dollari. L’azienda di Stato russa però si difende e, in una nota di risposta alle obiezioni mosse dalla Commissione, le definisce “infondate“, spiegando che è suo impegno “aderire alle regole di diritto internazionale e della concorrenza nei mercati entro i quali opera”, precisando però che i suoi comportamenti non sono difformi “agli standard usati da altri produttori e distributori di gas“.

Dalle parole di Gazprom sembra che la multinazionale guidata da Alexei Miller voglia trasmettere un sottinteso: perché solo Gazprom e non altre realtà? D’altronde, quando si parla di gas naturale il confine fra regole di mercato e politica internazionale sono sempre labili. Non sarebbe la prima volta che l’arma dell’antitrust viene usata come strumento di pressione, se non altro perché parlare di concorrenza in un settore che tende, per sua natura, al monopolio naturale, fa spesso emergere la capziosità delle accuse mosse.

Gazprom ha ora 12 settimane di tempo per rispondere, dopo di che sarà il momento di giocare l’ennesimo tempo di una partita di tira-e-molla che ha già visto il gasdotto South Stream come vittima illustre.

Filippo Burla

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