Il Primato Nazionale mensile in edicola

Pechino, 2 apr – La Cina non sta a guardare e, di fronte alle scelte di politica economica del presidente Donald Trump, risponde colpo su colpo varando tariffe sui prodotti “made in Usa”.
Se le misure adottate da Washington hanno toccato le 100 categorie merceologiche (dall’acciaio all’alluminio, passando per pannelli solari e lavatrici), Pechino rilancia con misure protezionistiche su oltre 128 beni importati dagli Stati Uniti. Frutta, carne di maiale, elettronica, abbigliamento: i dettagli della stretta non sono ancora stati precisati, ma secondo le prime indiscrezioni saranno previsti dazi fra il 15 e il 25% per un controvalore di almeno 3 miliardi di dollari.
dazi doganali cinaUna scelta drastica, alla quale la Cina non era mai ricorsa: da qui l’eccezionalità della decisione, che punta a far pressione sull’amministrazione americana per “revocare le misure protettive” e “riportare i rapporti bilaterali sui relativi prodotti alla normalità”, spiega in una nota il ministro del Commercio cinese. Nel mirino sono le mosse future della Casa Bianca, che aveva annunciato l’intenzione di estendere le protezioni a oltre 1000 categorie di beni con dazi fino alla cifra record di 60 miliardi di dollari.
Sarà dunque guerra commerciale fra gli Usa e l’estremo oriente? Al di là delle motivazioni ufficiali di Pechino, che vorrebbe ricondurre il tutto ad una “ordinaria” attività di misure e contromisure diplomatiche, la Cina ha da tempo adottato una strategia di sviluppo che non punta più solo sull’export di prodotti a basso costo, ma ha affiancato a ciò l’obiettivo di sviluppare il mercato interno. Se dunque fino ad oggi il fu celeste impero ha solo che tratto beneficio della deregolamentazione degli scambi transnazionali, ora è forse arrivato il momento di ripensare il proprio modello economico. E con la scusa di rispondere all’aggressività Trump confermano nella pratica un assunto sparito da anni dall’astratta teoria dei manuali accademici, cioè che i dazi sono una misura imprescindibile – se non la misura per eccellenza – di disciplina e di una politica commerciale sovrana.
Filippo Burla





La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta