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Italy's PM Renzi talks with Finance Minister Padoan during a confidence vote at the Senate in RomeRoma, 19 gen – Il debito pubblico italiano non smette di crescere e, su base mensile, aumenta sempre di più anno dopo anno. E’ quanto emerge da un’analisi condotta, su dati Banca d’Italia, dal centro studi di Unimpresa, organismo di rappresentanza delle piccole e medie imprese.

Nei soli primi 11 mesi del 2014 che, salvo i primi periodi dell’anno, coincidono che il governo dell’esecutivo Renzi, il debito pubblico è aumentato di 90 miliardi di euro. Più di 8 miliardi al mese, un incremento di oltre il 20% rispetto al 2013 quando la crescita si “fermava” a 6.6 miliardi ogni trenta giorni.

“Sui conti pubblici si parla tanto, ma i fatti sono sempre pochi. Servirebbe una durissima lotta agli sprechi in modo da arginare le uscite nel bilancio statale e invece ogni volta che si parla di spending review nessuno ha il coraggio di intervenire, commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Il record è poco invidiabile ed influisce negativamente sul cronico buco nelle finanze statali: se a fine 2012 il debito pubblico era di 1989.9 miliardi, nel corso del 2013 si oltrepassa la soglia psicologica delle due migliaia per arrivare a quota 2068, per attestarsi a 2160 miliardi nel novembre 2014.

Quanto basta per far schizzare all’insù anche il servizio del debito che ogni anno lo Stato è tenuto ad accolarsi. Stando alle proiezioni della Ragioneria Generale, infatti, la spesa per interessi passerà dai 78 miliardi del 2011 ai circa 100 che verranno raggiunti nell’anno in corso.

Filippo Burla

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