marò1Bruxelles, 19 gen – La Risoluzione del Parlamento Europeo votata pochi giorni fa a larghissima maggioranza è un fatto molto positivo perché mette l’India di fronte alla U.E.
Viene denunciata la violazione dei diritti umani e giuridici fondamentali dei due accusati, in messun punto viene riconosciuta una giurisdizione indiana sul caso, e si chiede il rilascio dei due militari italiani. La “strategia dilatoria” finora usata dalle autorità indiane e quella della “acquiescenza” delle autorità italiane non sono più praticabili.

I tre mesi di proroga riconosciuti a Massimiliano Latorre per motivi umanitari sono da considerarsi il termine ultimo per la soluzione del caso, al contrario si andrà ad una nuova Risoluzione stavolta di condanna dell’India con auspicabili ritorsioni politiche e commerciali.

Proprio per questo è utile verificare le singole posizioni dei vari gruppi che hanno votato la “Risoluzione Comune” esaminando le originarie proposte di PPE (PdL, UDC), S&D (PD), EFDD (M5S), ALDE (PRI) e Verts-ALE (Verdi, nessun italiano). La posizione della Lega Nord che non fa parte di un gruppo costituito è stata rappresentata dai deputati Borghezio e Bonanno con i loro interventi in aula durante il dibattito.

La sessione plenaria con i vari interventi.

Visti gli elementi positivi analizziamo quelli negativi. Si sono confrontate due posizioni: da una parte il PPE (PdL-UDC) e EFDD (M5S) molto ferme, senza accettare a prescindere la colpevolezza e chiedendo ritorsioni commerciali e politiche contro l’India, e quella di S&D (PD) che accetta la colpevolezza a prescindere e non chiede ritorsioni contro l’India. 

Ma nella Risoluzione Comune poi votata da tutti prevale nettamente la posizione del PD che riconosce la “colpevolezza a prescindere”, una sorta di “sentenza stragiudiziale” che l’India va perseguendo con ostinazione e protervia fin dal giorno 16 febbraio 2012 successivo ai fatti.


Un “compromesso” talmente a ribasso e appiattito sulle posizioni del PD da potersi definire quasi un “Patto del Nazareno Europeo”.  Il PD persegue con coerenza la linea “governativa” che fu dei governi Monti, Letta e ora Renzi: i Marò sono colpevoli, a prescindere dai fatti. Il PdL sembra voler seguire un criterio di oggettività ma poi sbraga per esigenze “Nazarene”. Ma stupisce il M5S che pur aveva elaborato il miglior documento, netto, preciso e incisivo, che si accoda a un preambolo di colpevolezza non dico conseguente a una sentenza di Tribunale, ma neanche ipotizzato finora in capi di accusa depositati in Tribunale (in India ancora si discute su “quale polizia” deve fare le indagini). Da rilevare anche gli interventi incisivi e puntuali dei deputati della Lega Borghezio e Bonanno, il primo dei quali ha parlato chiaramente di “innocenza” e di insufficienza della Risoluzione Comune messa in votazione.

Continuiamo a considerare positiva la votazione per i motivi indicati all’inizio, ed è chiaro che piuttosto che rischiare un fallimento è stato meglio votare uniti e ottenere il risultato della “larghissima maggioranza”. Ma ora dobbiamo sapere i retroscena, dobbiamo sapere se il PD avrebbe votato contro se nella Risoluzione Comune non fosse stata inserita la “colpevolezza stragiudiziale” che ci ammorba sia da parte indiana che da parte italiana fin dal principio di questa losca vicenda.

Luigi Di Stefano

 

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