deflazione prezziRoma, 21 feb – Se i dati di dicembre, con l’inflazione azzerata, avevano concesso un margine per tentare l’aggancio della ripresa, quelli del mese di gennaio entrano invece a gamba tesa sulle (poche, in realtà) speranze covate. E l’Italia si ritrova così in piena deflazione.

Nei primi trenta giorni del 2015, “l’indice dei prezzi al consumo -rileva l’Istat- diminuisce dello 0,4% rispetto al mese precedente e dello 0,6% nei confronti di gennaio 2014”. Sempre l’istituto di statistica spiega che “la flessione su base annua dell’indice generale è dovuta in larga misura all’accentuarsi della caduta tendenziale dei prezzi dei Beni energetici” ma “al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’ ‘inflazione di fondo’ resta positiva ma in ulteriore rallentamento: +0,3%, da +0,6% di dicembre”.


Più nel dettaglio, a contribuire in larga scala alla dinamica della deflazione sono i prezzi dei beni a media frequenza di acquisto, che rispetto a dicembre diminuiscono dello 0.7%. “E’ un segnale sconcertante perché conferma la grave crisi della domanda di mercato interna” dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, di Adusbef. “Basti pensare -proseguono- che la caduta dei consumi solo nel triennio 2012-14 è stata pari al -10,7%, vale a dire una contrazione complessiva della spesa di circa 78 miliardi di euro. Le famiglie hanno ridotto drasticamente persino i consumi vitali e difficilmente intaccabili, come quello alimentare, -11,6% dal 2008, e quello della sanità, -23,1%”.

Filippo Burla

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