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Roma, 5 lug – In appena pochi giorni sono state pronunciate frasi decisamente discordanti da due diverse alte cariche della Banca centrale europea. La prima, in ordine cronologico, riguarda un’affermazione di Luis de Guindos – numero due della Bce – rilasciata durante un’intervista a La Stampa, in cui invita direttamente il governo italiano a sbrigarsi nel mettere “i conti in ordine” in seguito all’epidemia di coronavirus. La medesima crisi economica è menzionata da Fabio Panetta – economista e membro del Comitato esecutivo sempre della Bce – che ha presentato un’analisi sul dato occupazionale dell’eurozona allo scadere dell’estate, presupponendo la mancanza di nuove forme di restrizione dovute ad un eventuale nuova crisi epidemica.

Affermazioni palesemente incompatibili

Secondo de Guindos – la cui nomina a vicepresidente della Bce raccolse il parere favorevole di Francia e Germania – per minimizzare il potenziale danno che colpirà l’Italia ed i suoi cittadini, “l’azione in termini di politica fiscale deve essere rilevante”, perciò dopo una prima fase di spesa, le nazioni con un debito alto “dovranno ricominciare ad affrontare il problema della sostenibilità nel medio termine e del rispetto dei parametri comunitari”.

In poche parole, si richiede all’Italia una politica che, tassando i cittadini, permetta di rientrare nei parametri fiscali imposti dall’Unione Europea.

Contemporaneamente, tuttavia, Panetta ha messo chiaramente in guardia i membri dell’eurozona – con un’attenzione particolare riservata all’Italia – circa l’imminente ed esponenziale aumento dei disoccupati: secondo la stima si potrebbe avere un calo occupazionale di 5 milioni di unità da qui fino alla fine del terzo trimestre, con un incremento della disoccupazione di quasi tre punti percentuale, arrivando a sfiorare la doppia cifra.

La Bce tra menefreghismo ed incoerenza

All’Italia, la cui perdita occupazionale è stimata in 500mila unità, è richiesto di mettere i conti in ordine, dando vita ad un palese ossimoro: a peggiorare l’immagine che la Bce trasmette di sé, si aggiunge la quasi contemporaneità con la quale le affermazioni sono state pronunciate.

Com’è possibile che non vi sia un minimo di coordinamento interno fra le interviste che le alte cariche della Banca centrale europea affidano alla stampa? La crisi economica dovuta alla pandemia ha colpito duramente il ceto medio e quello medio-basso, costringendo ad una situazione di estrema difficoltà molti piccoli imprenditori, ma anche dipendenti in cassa integrazione e professionisti di settore.

La Bce, in barba alla crisi economica, chiede al governo di attuare una politica fiscale che, volente o nolente, colpirà direttamente i ceti sopra menzionati. I cittadini italiani, quindi, per sottostare al volere dell’Eurotower verranno danneggiati una seconda.

Giacomo Garuti

1 commento

  1. Alla BCE privata di proprietà dei banchieri occulti della dittatura finanziaria che produce a costo zero il denaro che utilizziamo interessano i risparmi consistenti che gli italiani detengono nelle banche.La cosa scandalosa è che i nostri pavidi burattini in mano a tali poteri occulti ascoltano obbedienti le dichiarazioni di una banca privata che ha tolto allo stato la sovranità di battere moneta pubblica Italiana a costo zero ed esente da usura