Il Primato Nazionale mensile in edicola

euro gerRoma, 21 mar – Nel 1999 Italia, Austria, Germania, Olanda, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Finlandia e Irlanda entravano nell’euro. La Grecia entrerà nella moneta unica poco dopo, nel 2001.

L’Ocse e L’Eurostat hanno reso pubblici i dati raccolti sulle economie dei primi 12 paesi ad aver aderito alla moneta unica europea.

I dati sono impietosi: dal 2001 al 2013 la moneta unica europea ha distrutto le economie di tutti i paesi dell’Europa meridionale.

L’Italia ha subito una contrazione del Pil, dopo l’entrate nell’euro, di ben 9 punti percentuali. La Spagna ha perso il 6% ed il vicino Portogallo il 6%. Solo la Grecia ha subito danni economici maggiori. La Repubblica ellenica, a causa dell’euro, ha un segno negativo del 24%.

Le cose non sono, in verità, andate nemmeno tanto meglio nel nord Europa. La Finlandia ha subito una variazione in negativo del 5% del proprio prodotto interno lordo, i Paesi Bassi hanno perso il 2% e l’Irlanda ben l’8%. Solo l’Europa centro settentrionale ha tratto benefici dall’introduzione della moneta unica europea.

La Germania ha aumentato il proprio PIL del 4%, l’Austria del 3%, il Belgio del 2% e la Francia 1%. Dati significativi se si considera che dal 2008 al 2013 Stati Uniti ed Europa sono stati colpiti dalla peggiore crisi economica della storia dell’umanità. Infatti,mentre quasi tutta l’Europa subiva gli effetti devastanti della crisi economica, la Germania si arricchiva.

Non solo. Con l’euro e nonostante la crisi economica la Germania è riuscita a ridurre il numero di disoccupati. Prima dell’euro il tasso di disoccupazione in Germania era del 8-9%, oggi è tra il 6 e il 7%.

In Grecia, invece, il numero dei disoccupati dal 2001, anno di entrata nell’euro zona, ad oggi è aumentato di più del 100%.

L’Europa mediterranea, a causa dell’euro, ha perso milioni di posti di lavoro, migliaia di imprese sono state chiuse o sono fallite, mentre il settore manifatturiero tedesco si è enormemente rafforzato.

L’Italia ha davvero bisogno dell’euro?

Federico Depetris

Commenta