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Bruxelles, 9 apr – Resta in salita la strada dell’Eurogruppo verso una soluzione condivisa per intervenire con misure economiche straordinarie in grado di fronteggiare l’emergenza coronavirus. Alla vigilia della riunione di oggi, l’Olanda – che già nella riunione-fiume di martedì si è messa di traverso – manda un segnale forte e chiaro alla Ue e all’Italia in particolare. Il Parlamento olandese ieri infatti ha approvato due risoluzioni che esortano il governo a non accettare gli eurobond e a tenere il punto sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes. E’ vero che le mozioni, presentate rispettivamente dal partito euroscettico Forum per la democrazia (FvD) e da una formazione trasversale di deputati, non sono vincolanti ma danno un chiaro indirizzo politico al governo olandese in vista della ripresa dei negoziati dell’Eurogruppo fissata per oggi alle 17.

Nuovo muro contro muro su eurobond e Mes senza condizionalità

Insomma, si preannuncia un nuovo muro contro muro tra i Paesi che come l’Italia chiedono gli eurobond – ossia una condivisione del debito vista l’emergenza – e che giudicano insufficienti le risorse del Mes (sempre che si possa attingere al Fondo salva Stati senza le condizionalità previste, ipotesi respinta da Olanda e altri Paesi del nord). Alla fine della fiera – e questo comporta un pericolo per l’Italia – i Paesi Ue probabilmente troveranno un accordo sul Mes (magari con una condizionalità “light” che possa andar bene anche al governo Conte), sempre se si riuscisse a smuovere l’Olanda.

Il premier olandese Rutte: “Non arretro di un millimetro”

Non sarà affatto facile convincere i Paesi Bassi a più miti consigli. Il premier Mark Rutte – secondo un retroscena della Stampa – nel corso dell’ultimo Eurogruppo avrebbe dichiarato: “Non arretro di un millimetro. Non ho alcuna intenzione di negoziare“. L’Olanda – alla faccia dell’Unione – non vuole accollarsi debiti altrui, su questo non transige. Rutte ha anche proposto di istituire un fondo di emergenza Ue da 20 miliardi per aiutare i Paesi in difficoltà. Una cifra ridicola, che peraltro sarebbe frutto della magnanimità dei Paesi del nord. Non a caso avrebbe parlato di “soldi da regalare, non da prestare“. Come a dire che l’Italia non è affidabile e quindi non sarebbe in grado di restituire il prestito.

La Francia propone il Recovery Fund e incassa l’ok di Germania e Spagna

La Francia, dal canto suo, continua a proporre il Recovery Fund, al momento appoggiato anche da Germania e Spagna. Si tratta di un fondo di solidarietà sulla base delle emissioni comuni di titoli con scadenza a 15-20 anni, che potrebbe essere la “trappola” in cui cadrebbe il governo giallofucsia accettando il Mes con condizionalità “light” (ma sempre inaccettabili per il bene della nostra economia) con la possibilità di tornare a chiedere gli eurobond nei prossimi mesi. Il problema resta comunque un altro: l’entità dei fondi messi a disposizione, visto che – e lo dice anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – neanche i soldi del Mes (circa 410 miliardi) sono sufficienti per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Accettare un Mes “light” sarebbe comunque la rovina della nostra economia

Il governo Conte, con il cappello in mano a Bruxelles, sarebbe ben felice di accedere ai miliardi del Mes (che poi sarebbero i nostri soldi, visto che l’Italia è il terzo sottoscrittore del Fondo), se alla fine si decidesse per una versione “light” almeno fintanto che durerà l’emergenza sanitaria. Il problema è che un giorno la flessibilità finirà e i vincoli torneranno. Le condizionalità nel trattato del Mes parlano chiaro, d’altronde. Questo Conte e compagni lo sanno bene, ma ciononostante ai cittadini rifileranno la loro narrazione: “Alla fine l’abbiamo spuntata noi, abbiamo ottenuto i soldi”. Il prezzo da pagare per l’Italia però sarà insostenibile, in termini di interessi sul debito e di misure lacrime e sangue in ossequio dei diktat Ue sui conti pubblici.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Nel titolo si legge “la trattativa”…. Come se per forza questa cosa bisogna farla… Guardate, cari appezionati della nazione Italia, che la banca d’Italia può ricominciare a stampare lire in tutti i tagli… Pure voi, svegliatevi e leggete le notizie che arrivano dall’estero… Non come se ci trovassimo in un recinto pieno di merda dove la soluzione è altra merda… Cheers!

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