Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 giu – Neanche la pandemia frena i piani della famiglia Agnelli, che conferma le tempistiche dell’operazione di fusione con la francese Psa. L’accordo, siglato lo scorso dicembre, dovrebbe essere perfezionato entro l’inizio del 2021. Sancendo così la fine di un legame – quello tra Fiat prima, e Fca adesso, con l’Italia – già da tempo ormai ai minimi termini. Permettendo così alla dinastia torinese di portare a compimento una “exit strategy” che gli permetterà di coltivare altri interessi. A partire dall’informazione.

Fusione Fca-Psa entro il 2021

“Nonostante le enormi sfide che sono emerse a causa dell’emergenza Covid-2019, posso confermare che il lavoro svolto dai nostri team per portare a termine la fusione è proseguito a ritmo sostenuto e prevediamo di raggiunger l’obiettivo di diventare un’unica società entro il primo trimestre del prossimo anno”, ha spiegato John Elkann, amministratore delegato di Fca, che ha ripreso negli ultimi giorni buona parte delle attività produttive a cui seguirà a breve anche la riapertura dei rivenditori.

Gli Agnelli vogliono il dividendo

Come mai tutta questa fretta di chiudere, dicendosi anche fiduciosi del buon esito della trattativa con la Commissione Ue che ha acceso un faro sull’ipotesi di un’eccessiva concentrazione del nuovo gruppo in alcuni segmento di mercato? Il motivo è presto detto: dalla fusione – che non è una fusione paritaria: in Fca-Psa, molto semplicemente, comanderanno i francesici si attende un dividendo extra da almeno 5,5 miliardi, di cui 1,6 finiranno alla holding Exor e, a cascata, un altro alla Giovanni Agnelli BV (tutte domiciliate, guarda un po’ il caso, in Olanda) che è la cassaforte di famiglia.

Coincidenza: i 5,5 miliardi non sono molto distanti dai 6,3 miliardi appena ottenuti da Fca con garanzia statale, la quale comporterebbe in via teorica il divieto alla distribuzione di dividendi per almeno un anno. Condizione che non sembra applicarsi al caso Fca: “I termini dell’accordo con Psa sono scritti nella pietra e vincolati”, aveva spiegato il mese scorso sempre Elkann. Insomma, il sospetto che la garanzia pubblica vada a coprire l’extra cedola c’è. In cambio di cosa?

L’Italia sarà assente nel nuovo gruppo

Il gruppo ha assicurato che le risorse appena ottenute verranno investite in Italia. I dettagli della fusione parlano però di sedicenti “sinergie” per 3,7 miliardi. Tradotto dalla neolingua: tagli. Dove, in Francia? Difficile a credersi: quando si tratta di tutelare la propria industria, Parigi sa insegnare agli altri come si sta al mondo. In Germania, forse, alla Opel (parte di Psa dal 2017)? Idem come sopra. Indovinate chi rimane?

Che la fu Fiat avesse d’altronde già abdicato a qualsiasi parvenza di “italianità” non è una notizia. Da anni la sede fiscale è a Londra, quella legale ad Amsterdam. E la fusione con Chrysler – che ha dato vita al gruppo Fca – non ha spostato l’asse dall’America all’Italia, anzi semmai è stato il contrario. Resta il fatto che sulla penisola rimangono non pochi stabilimenti e decine di migliaia di lavoratori, tra impiegati diretti ed indotto, che valgono qualcosa come oltre il 5% del nostro Pil. Ancora per quanto, vien da chiedersi?

Filippo Burla

12 Commenti

  1. Articolo vuoto e scorretto. FCA incasserà 5,5 miliardi solo perché altrimenti la fusione non sarebbe 50/50 ma sarebbe sbilanciata a SUO favore perché fattura 1/3 di più, vende un minor di veicoli in più, ha maggiore capitalizzazione ed è presente nelle Americhe dove PSA non esiste. A maggior ragione adesso che Faurecia, società di componentistica del gruppo francese vale il 40% in meno, sbilanciando ancora ulteriormente a favore degli italiani la fusione. In più gli Agnelli avranno il 14,5% della nuova società mentre la quota dei Peugeot e dello stato francese non ci arriveranno neanche cumulate. Ergo gli Agnelli avranno più peso di tutti. Quanto alla scelta di Tavares come Ad, essa è stata automatica per due motivi fondamentali: 1) è un CEO di “professione” mentre Manley ha dovuto reinventarsi tale dopo l’improvvisa morte di Marchionne 2) Il suddetto Tavares ha dimostrato eccellenti capacità di rivitalizzare il gruppo PSA e un marchio cronicamente in perdita come Opel. O siete degli ignoranti a cui si permette di ragliare invano o siete in malafede. O dico che la verità sta in mezzo.

    • I patti parlano chiaro (e “sono scritti sulla pietra”, come ha puntualizzato Elkann): nella società risultante dalla fusione i francesi nomineranno 6 membri del nuova Cda, Fca 5. Non servono particolari competenze di algebra computazionale per comprendere chi controllerà la maggioranza. Vale sempre il vecchio adagio di Menichella (che i vangeli apocrifi attribuiscono a Cuccia): “le azioni non si contano, si pesano”.

  2. Mah, ho veramente poca simpatia per gli Agnelli/Elkan visto quello fatto negli ultimi decenni…bravi sempre a incassare utili e prebende e far nazionalizzare le perdite. Tuttavia, da semplice osservatore, vista l’incapacità stratosferica de nostri governanti e peggiori prospettive economiche per tutti, anche io, potendo, me la svignerei dall’Italia a tamburo battente portando via TUTTI i miei miseri risparmi. È quello che faranno gli Elkann nonostante i loro sorrisi e carezze.

  3. Anche la risposta è vuota di contenuti, ridotta a chi avrà il controllo… Di tutto il resto chi se ne frega! Grande giornalista italiano.

  4. Devono svendere per pagare i giocatori della Juventus. Non pensano che se vendono magari tanti Italiani perdono il lavoro. Questi dovrebbero andarsene a New York e vivere di rendita e lasciare questo paese.Non sono Italiani e sono anni luce lontani dal bistrattato Berlusconi che invece di vendere aumenta le Aziende e fá lavorare tanta gente in Italia.

  5. Mamma mia che articolo indecente… Cmq quello che lei dice essere il 6 “francese” del Consiglio di amministrazione è il portoghese tavares che semplicemente sarà l’Ad della nuova società ( che con PSA non ci incastrerà nulla essendo appunto una nuova società). Per Valutare chi saranno i proprietari si devono vedere le quote azionarie dei soci principali.. in questo caso primo socio sarà exor che con buona probabilità andrà a comandare la nuova compagnia. Tra l’altro Elkann ha voluto questa fusione oltre al fatto della mancata con Renault, anche proprio per avere un ad di esperienza come tavares.

  6. Che articolo sciatto e pieno di arroganza. Trasuda una smisurata incompetenza sia in ambito economico che di strategia industriale di chi lo scrive. Non vedevo un discorso così mal argomentato dai tempi delle ormai lontane scuole medie

  7. Lei è PALESEMENTE in mala fede!
    Il consiglio di amministrazione è composto da 12 membri. 5 consiglieri per ogni gruppo che va ad unirsi, più il Presidente e l’Amministratore Delegato!
    Quindi, visto che Presidente sarà John Elkann e AD Tavares io non so come diavolo faccia Lei a dire tante sciocchezze una dietro l’altra!
    CHIUNQUE capisca un minimo di finanza SA che in una fusione paritaria il valore REALE delle aziende deve essere uguale!
    NON quello azionario, ma quello derivante dalle proprietà immobiliari, e dagli utili di esercizio!
    FCA ha un valore SUPERIORE a PSA, è per questo motivo che PSA verserà un dividendo extra di 5,5 miliardi!
    Chiaro?
    Tavares sarà AD del nuovo gruppo perché VOLUTO da ENTRAMBE le parti!
    Dopo 5 anni, se non più gradito si farà una nuova elezione di un nuovo AD!
    Ma Tavares è uomo abbastanza intelligente da fare l’interesse comune a TUTTO il CDA, non solo ad una parte di esso!
    Più serietà, sig Burla!

  8. Ah beh! Le faccio notare che Tavares sarà Ad di tutta la nuova società non solo della parte francese. Che va raccontando!

Commenta