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pokerstarsRoma, 11 mar – Il gruppo internazionale PokerStars, noto per essere leader in Italia nella gestione di sale poker virtuali, è finito nei guai con l’accusa di aver sottratto al fisco oltre 300 milioni di imponibile. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Roma che ha deciso, con una buona dose di ironia, di ribattezzare l’operazione “All in“, come una delle mosse del gioco che, nella versione online, spopola ormai da anni.

Secondo le accuse, Pokerstars avrebbe, tramite la Hmi Srl (la società italiana del gruppo)  “dolosamente ridotto la propria base imponibile, in maniera tale da spostare la tassazione del reddito prodotto in Italia verso Malta e l’Isola di Man che, al settore del gioco virtuale, riservano un trattamento fiscale particolarmente agevolato”, si legge nel comunicato delle Fiamme Gialle. Proprio nelle due isole Pokerstars ha la propria sede legale ed operativa.

“La tecnica adottata -si legge sempre nella nota dei finanzieri- è quella dei “prezzi di trasferimento“, volta a minimizzare il carico fiscale globale spostando i ricavi dove la tassazione è più conveniente ed i costi dove, invece, le aliquote d’imposta sono più alte”.

“L’attuazione del complesso disegno criminale è stata resa possibile grazie alla posizione verticistica assunta in tutte le società controllate dall’amministratore unico del gruppo – ora denunciato per frode fiscale -, funzionale a poterne determinare ed influenzare l’autonomia gestionale in vista del proprio esclusivo vantaggio personale”.

Non è la prima volta che una società legata al gioco d’azzardo finisce nel mirino del fisco. Il business è in continua crescita e, se da una parte produce generosi guadagni anche per le casse dell’erario, dall’altra annida anche sacche di “grigio” difficilmente individuabili. E la vicenda di Pokerstars è probabilmente solo la punta di un iceberg.

Filippo Burla

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1 commento

  1. […] Di Filippo BurlaIl gruppo internazionale PokerStars, noto per essere leader in Italia nella gestione di sale poker virtuali, è finito nei guai con l’accusa di aver sottratto al fisco oltre 300 milioni di imponibile. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Roma che ha deciso, con una buona dose di ironia, di ribattezzare l’operazione “All in“, come una delle mosse del gioco che, nella versione online, spopola ormai da anni.Secondo le accuse, Pokerstars avrebbe, tramite la Hmi Srl (la società italiana del gruppo) “dolosamente ridotto la propria base imponibile, in maniera tale da spostare la tassazione del reddito prodotto in Italia verso Malta e l’Isola di Man che, al settore del gioco virtuale, riservano un trattamento fiscale particolarmente agevolato”, si legge nel comunicato delle Fiamme Gialle. Proprio nelle due isole Pokerstars ha la propria sede legale ed operativa.“La tecnica adottata -si legge sempre nella nota dei finanzieri- è quella dei “prezzi di trasferimento“, volta a minimizzare il carico fiscale globale spostando i ricavi dove la tassazione è più conveniente ed i costi dove, invece, le aliquote d’imposta sono più alte”.“L’attuazione del complesso disegno criminale è stata resa possibile grazie alla posizione verticistica assunta in tutte le società controllate dall’amministratore unico del gruppo – ora denunciato per frode fiscale -, funzionale a poterne determinare ed influenzare l’autonomia gestionale in vista del proprio esclusivo vantaggio personale”.Non è la prima volta che una società legata al gioco d’azzardo finisce nel mirino del fisco. Il business è in continua crescita e, se da una parte produce generosi guadagni anche per le casse dell’erario, dall’altra annida anche sacche di “grigio” difficilmente individuabili. E la vicenda di Pokerstars è probabilmente solo la punta di un iceberg.Fonte:https://www.ilprimatonazionale.it/economia/fisco-pokerstars-accusata-di-300-milioni-di-evasione-18794… […]

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