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images[7]Cernobbio, 16 mar – La primavera è alle porte. L’ottimismo in questa stagione è contagioso. Persino le persone più austere respirano quest’aria di cambiamento. Anche il nostro ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha deciso di sbottonarsi. Ovviamente l’ha fatto a modo suo e in un contesto a lui congeniale. Sabato scorso, infatti, al Forum Ambrosetti ha profetizzato che: ”La finestra di opportunità macroeconomica è molto ampia”.

Ma Padoan ha i piedi ben saldi a terra. Per lui si può sempre dare di più. Infatti, a detta di Padoan: “Il governo ha un’agenda molto fitta di riforme: Jobs Act, delega fiscale, giustizia, P.a. e una new entry che le riforma della scuola. Quello che non si respira nel Governo è un clima di rilassamento”. Insomma stanno lavorando per noi. Il nostro ministro aggiunge poi che: “È fondamentale la fiducia: va riconquistata quella dei mercati, e questo forse si comincia a vedere, e quella delle istituzioni internazionali”. Per capire questa frase è necessario soffermarsi sul contesto nel quale queste parole sono state pronunciate. Parliamo, dunque, del Forum Ambrosetti che si è svolto lo scorso fine settimana a Cernobbio.

Dal 1965 in queste sede suggestiva si tiene un incontro economico internazionale. In pratica, i politici sfilano dinanzi ai Megadirettori Galattici esponendo, deferenti, i loro buoni propositi.

La mission di questo evento è esposta chiaramente sul sito della Fondazione Ambrosetti:Presidenti e Amministratori Delegati dei principali gruppi internazionali e nazionali, Capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle istituzioni europee, Ministri, premi Nobel, imprenditori, manager ed esperti di tutto il mondo si riuniscono ogni anno, dal 1965 ad oggi, per confrontarsi sui temi di maggiore impatto per l’economia globale e la società nel suo complesso. In pochi giorni attraverso incontri, dibattiti vengono elaborate previsioni sullo scenario economico e geo-politico mondiale, europeo e italiano”. In pratica, chi gestisce la cosa pubblica deve illustrare il menù ai propri clienti.

In questa occasione, parafrasando Ezra Pound: “I politici devono dimostrare che altro non sono se non camerieri dei banchieri”. E quindi, è bene fare una sintesi dei preziosi suggerimenti venuti da Cernobbio.

L’ottimismo non si vede solo nelle dichiarazioni del ministero dell’Economia o nei tweet di Renzi, ma anche a via Nazionale. “In Italia”- secondo Ignazio Visco governatore di Bankitalia “C’è un ottimismo nuovo, che non c’era fino a poche settimane fa”. Secondo il governatore: “La crescita del Pil sarà superiore al mezzo punto quest’anno e superiore all’1,5 l’anno prossimo. Mentre per le imprese è certo che ci vuole più credito e un sistema bancario più solido. Andiamo nella direzione giusta, verso una governance migliore e più trasparente”. Sinergia completa, dunque tra palazzo Koch e palazzo Chigi.

Ma, in questo vertice non sono mancate altre perle di saggezza. Come non citare il dibattito tra Mario Monti e il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis. L’ellenico Varoufakis affermava che: “Lo statuto della Bce è stato scritto dalla Bundesbank”. Mario Monti, senatore a vita per grazia ricevuta da sua Maestà Giorgio Napolitano, ribatteva: “Io ho comprensione e simpatia per Varoufakis penso però che la Grecia stia perdendo una grande occasione per sé e per l’Europa. Bisogna evitare atteggiamenti provocatori”. Il prof della Bocconi ha sorpreso tutti però con una frase: “Credo che occorra un riassetto di questa forma di monitoraggio. Nel caso della Grecia l’orientamento della Troika è sbagliato per l’eccessiva ambizione nella velocità con cui ha chiesto di realizzare le riforme. Se si chiede una profonda trasformazione della stesse e i tempi non potevano essere così brevi”. Praticamente trattasi di una questione di ritmo. La Troika è andata fuori tempo. Regaliamole un metronomo per evitare errori futuri.

Tornado al simpatico ministro greco non possiamo fare a meno di citare la sua proposta per l’Europa:”Mi piacerebbe vivere negli Stati Uniti d’Europa. In Europa abbiamo la Banca Europea degli Investimenti. Immaginiamo una forma alternativa di Qe in cui la Bei chiede ai governi di guidare un programma per la ripresa degli investimenti, che mi piacerebbe chiamare piano Merkel” .

La proposta potrebbe essere interessante se non fosse stata fatta da chi pensa di lottare l’evasione fiscale assoldando massaie e studenti. In Italia abbiamo le casalinghe di Voghera, in Grecia quelle di Varoufakis.

Se però rimaniamo nel merito certamente non possiamo fare a meno di notare che le operazioni monetarie della Bce andrebbero inserite in una prospettiva di più ampio respiro. Non possiamo continuare a limitarci a parlare di inflazione e deflazione o di punti percentuali di Pil. Per esempio, si possono trovare metodi più efficaci di mettere in circolo questa liquidità. Ad oggi la Bce presta denaro alle banche a tasso zero con la promessa che quest’ultime aumentino la massa di moneta circolante. E se cambiassimo prospettiva?

Vediamo come. Per esempio possiamo citare una proposta pubblicata sul sito Noreporter.org dall’economista ed operatore finanziario Antonio Bovo: Benefici assai maggiori si sarebbero ottenuti se la BCE avesse finanziato direttamente i bilanci pubblici ai tassi dell’LTRO (Long Term Refinancing Operation), con imponenti risparmi per lo Stato in termini di spesa per interessi che avrebbe a sua volta consentito l’alleggerimento dell’inaudita pressione fiscale. Ancora più efficace risulterebbe la destinazione dei fondi messi a disposizione da LTRO e QE alla realizzazione di opere pubbliche, grandi incompiute nello scenario europeo, con effetti immediati e durevoli di innalzamento del reddito e benefici per le potenzialità di sviluppo dell’Europa e per la solvibilità delle imprese (redditività e solvibilità delle imprese si tradurrebbero, tra l’altro, in consistente miglioramento dei bilanci bancari). La normative comunitarie non consentono tuttavia né i finanziamenti diretti degli stati né gli investimenti in opere pubbliche da parte della BCE. Ma le leggi europee sono fatte per i popoli, o i popoli per la legge?”.

Ci sono le alternative allo strapotere delle banche. Purtroppo, manca la volontà di uscire dallo schema che a detta degli esperti è il migliore dei mondi possibili.

Salvatore Recupero

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