Roma, 23 giu – L’Europa annaspa e rischia di perdere la guerra dell’energia. Il campanello dall’allarme arriva oggi dalla Germania, che è ormai a un passo dal razionamento energetico. Il governo tedesco ha infatti ha attivato il cosiddetto “livello di allerta” del suo piano di emergenza per garantire le forniture di gas. “Siamo in una crisi del gas. Il gas è ormai una risorsa scarsa”, ha detto il ministro dell’Economia e del Clima Robert Habeck in conferenza stampa. “Il gas è da subito in Germania un bene scarso”, ha fatto presente Habeck. “Dobbiamo ridurre l’uso del gas già d’estate”, perché la stagione calda è “ingannevole”, ma “l’inverno arriva e dobbiamo riempire i depositi”.

Gas, la Germania vicina al razionamento. Le tre fasi previste

Il ministero dell’Economia tedesco specifica che “al momento l’approvvigionamento del gas è garantito“, ma il timore di non poterlo più assicurare nei prossimi mesi è forte. Il piano del governo di Berlino prevede ora tre step: allerta, allarme ed emergenza. La prima fase era già scattata alla fine di marzo, quando la Russia chiese il pagamento del gas in rubli e si iniziò a segnalare un peggioramento evidente delle condizioni delle forniture La seconda fase, quella di vero e proprio allarme, prevede una domanda accresciuta o forniture scarse, pur ancora assicurate. La terza fase, quella di emergenza, prende atto dell’insufficienza delle forniture di gas rispetto alla domanda esistente. Non è insomma ancora sicuro il razionamento del gas, quel che è certo è che in Germania non è più un tabù, e non è una bella notizia neppure per noi. Il rischio che i tedeschi facciano da apripista e si inneschi un drammatico effetto domino non è peregrino.

Alla domanda su quando si arriverà al razionamento del gas, posta dalla stampa, il ministro Habeck ha comunque provato a rassicurare. “Spero mai”. Per poi mettere le mani avanti: “Non posso escludere completamente uno scenario del genere“, il governo “lavora” però per “evitarlo”. In ogni caso, “anche se le forniture di gas possono ancora attualmente essere procurate sul mercato e abbiamo scorte, la situazione è seria e arriverà l’inverno”, ha ribadito il ministro, secondo cui sono in particolare “i fallimenti dell’ultimo decennio” nel ridurre la dipendenza dalle forniture da Mosca “ad averci causato queste difficoltà”.

Alessandro Della Guglia

 

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