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L’assessore all’Industria della Liguria, Edoardo Rixi (Lega Nord), insieme agli operai della Kavo Promedi impegnati per contrastare la delocalizzazione

Genova, 7 feb – Che la delocalizzazione sia qualcosa di negato fino all’evidenza è cosa nota. Così come è già successo che l’imprenditore decida di trasferire impianti e macchinari durante le ferie forzate. Ma che per farlo debba intervenire con guardie armate è probabilmente un caso più unico che raro. E che getta una pessima ombra sul futuro industriale dell’Italia, ormai condannata a fare i conti con una concorrenza che si vorrebbe “globalizzata” ma che in realtà non è altro che puramente sleale.



L’ultima notizia in ordine di tempo è quella della Kavo Promedi di Nervi, sobborgo di Genova. E’ successo tutto nella giornata di ieri: fra venerdì e sabato, approfittando della notte sono arrivati alcuni tir di una ditta di trasporo polacca che hanno, in tutta fretta e scortati da vigilati privati armati, cominciato a smontare le macchine. Con le prime luci dell’alba si è però palesata la verità: un operaio è riuscito a dare l’allarme e chiamare a raccolta gli altri lavoratori, che si sono radunati davanti allo stabilimento per impedire la delocalizzazione forzata. Due tir sono riusciti a partire mentre un terzo è rimasto bloccato dalla protesta degli addetti, che son riusciti ad arrestare il convoglio. Nel pomeriggio sono arrivati gli assessori all’industria di Regione e Comune, Edoardo Rixi ed Emanuele Piazza, che hanno ottenuto da Confindustria di aprire un tavolo di crisi per affrontare la vertenza. Vertenza che, peraltro, nasce solo con il tentato colpo di mano: l’azienda è infatti in salute e meditava addirittura investimenti per il prossimo futuro. “Giovedì un nostro funzionario aveva avuto un incontro con l’amministratore dell’azienda e nessun accenno è stato fatto a quanto sarebbe accaduto. L’azienda non è in crisi, tanto che aveva assunto sei persone per poter affrontare le commesse”, ha spiegato il segretario della locale Fiom, Bruno Manganaro. Più duro il leghista Rixi: “Siamo alla follia: con un blitz notturno, guardie armate e lettere di licenziamento in tronco, una multinazionale americana con sede in Germania smantella il sito produttivo a Nervi e lascia 22 lavoratori a casa. Sono pronto a difendere il futuro di queste famiglie, ma non ci vengano più a raccontare che dobbiamo imparare a fare impresa da americani e tedeschi“.

La Kavo Promedi di Nervi è l’unica filiale italiana del gruppo tedesco, che arrivò in Liguria nel lontano 1971. Nel 2005, tuttavia, l’azienda di Biberach, nel Baden-Württemberg, fu acquisita dalla multinazionale Danaher, colosso americano di oltre 60mila dipendenti.

Filippo Burla

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1 commento

  1. L’Italia è ormai un paese di conquista; il governo è asservito allo straniero. La classe dirigente a libro paga del nemico di sempre: la plutocraziagiudaicomassonica !

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