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m5sRoma, 8 feb – Solo pochi giorni fa avevamo sottolineato come il Movimento 5 Stelle, votato da una quota consistente di elettori di centrodestra e persino di estrema destra, si fosse rivelato alla prova dei fatti, su immigrazione e unioni civili, un partito di estrema sinistra. Questo grazie agli eletti in Parlamento, per lo più intrisi di un progressismo radicale, in questo distanti dal più qualunquista, e a tratti reazionario, Beppe Grillo. Ora, forse anche per un calcolo elettorale elementare, i nodi stanno venendo al pettine.

La mossa dell’ex comico genovese, infatti, ha spiazzato tutti: sul suo blog è comparso un post che annuncia la “libertà di coscienza” sul ddl Cirinnà. Il pomo della discordia, par di capire, è la stepchild adoption, un “punto – scrive Grillo – in cui le sensibilità degli elettori, degli iscritti e dei portavoce MoVimento 5 Stelle sono varie per questioni di coscienza”. Poiché nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 “non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico” e dato che si tratta di un “tema etico”, Grillo “lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5S al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti”. Una scelta unilaterale, che arriva dopo che i parlamentari grillini, in Aula, avevano giocato a fare gli intransigenti, dichiarandosi favorevoli al ddl a malincuore, poiché il testo sarebbe stato troppo moderato.

Gli eletti non l’hanno presa bene. La portavoce dei Cinque Stelle alla Camera, Chiara Di Benedetto, deputata e componente della commissione Cultura, su Twitter ha prima prima pubblicato un post in cui definisce le parole di Grillo “un patetico tentativo a non spingersi oltre”. Poi ha ri-twittato quanto postato da un altro utente che si rivolge al fondatore del Movimento con un “Beppe Grillo vergogna”. E ancora, la deputata Maria Edera Spadon attacca: “Confondere l’estensione di un diritto con una questione etica è moralmente sbagliato e profondamente ingiusto”. Sulla stessa linea (critica) è anche la senatrice Elisa Bulgarelli. “Io voto sì al ddl sulle unioni civili perchè nessuno deve rimanere indietro e anche per un minimo di coerenza che speravo fosse rimasta nel M5s”. Anche il sindaco di Parma, il grillino Pizzarotti, ha polemizzato con Grillo: “I diritti non sono una questione di etica o di coscienza. E non devono dipendere da questa o quella maggioranza, da questa o quella corrente religiosa o di pensiero”. I dissidenti, tuttavia, stiano in campana: proprio mentre scoppiava la grana unioni civili, Gianroberto Casaleggio redigeva un documento per gli esponenti del M5S che vorranno candidarsi al Campidoglio, in cui per i dissidenti è prevista una multa di 150mila euro. Insomma, la resa dei conti rispetto alle varie anime del movimento sembra iniziata.

Giorgio Nigra

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