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grecia statua bandieraAtene, 13 feb – Il 2014 è stato, per la Grecia, l’anno di uscita dalla crisi. Le cure da cavallo firmate Ue, Bce e Fmi, fatte di tagli e austerità, rigore di bilancio ed eliminazione delle inefficiente, funzionano. E lo fanno così bene da ricordare il celebre “rimbalzo del gatto morto“: termine finanziario con il quale si indica la ripresa effimera delle borse dopo sedute in pesante negativo, proprio come un felino che, pur morto, se lasciato cadere da una discreta altezza, al momento dell’atterraggio rimbalza sicuramente, per poi tornare comunque a terra.

L’anno 2015 è qui a dimostrarlo. Perché è possibile, nell’Europa sotto l’occhio vigile della Commissione, assistere ad un tracollo che dura cinque anni, segna una ripresa per qualche mese per poi ritornare in territorio negativo. Nel quarto trimestre dell’anno appena concluso, infatti, il Pil della Grecia ha fatto segnare -0.6%. Era negativo (-1.4%) anche nel terzo: la condizione tecnica per poter parlare di recessione è questa. Una beffa, l’ennesima dimostrazione che l’austerità acriticamente imposta ed applicata è un controsenso logico. Se non altro perché la spesa pubblica è una componente del Pil, ridurre la prima porta ad una contrazione anche del secondo. A far sorridere – mestamente – è la coincidenza temporale con ciò che è successo nell’ultimo anno: fino all’estate Tsipras sembrava voler (ma a molti pareva più un bluff) invertire la rotta tracciata dalla Troika, e il referendum sul piano di aiuti aveva instillato fiducia nel paese. Verso la fine del secondo trimestre, poi, la capitolazione e l’accettazione delle nuove misure restrittive, seguite dalla resa senza condizioni dopo le nuove elezioni. Coincidenza perfetta: fin tanto che gli attacchi della Troika erano in qualche modo rintuzzati, la penisola ellenica sembrava poter ritrovare un minimo di crescita (positiva nei primi due trimestri); da quando i gruppi di lavoro internazionali son ritornati lancia in resta a dettare legge fra aumenti di tasse, taglio delle pensioni e dei sussidi pubblici, miracolosamente la Grecia ha ritrovato la via della recessione. Forse sono solo coincidenze, ma troppo “coincidenti” per lasciar spazio al caso.

Filippo Burla

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