varoufakis greciaBruxelles, 17 feb – Le trattative fra Grecia e Unione Europea iniziano in salita. La riunione dell’Eurogruppo di ieri, la prima ufficialmente convocata per discutere del tema da quando Tsipras è al governo, si è conclusa con un nulla di fatto.

Troppo distanti le posizioni fra Atene e Bruxelles. Tsipras, per tramite del ministro Varoufakis, ha rifiutato la proposta europea, giudicata “irragionevole e inaccettabile”. Secondo indiscrezioni, il titolare del dicastero dell’Economia non avrebbe apprezzato il fatto che il documento ufficiale preparato dal presidente Jeroen Dijsselbloem non sarebbe stato quello “concordato” in origine fra il rappresentante greco ed il commissario Ue Pierre Moscovici.

Entrando nello specifico, ad essere irricevibile sarebbe il presupposto di partire dall’attuale programma di aiuti, che Varoufakis non ha intenzione di utilizzare come base per il negoziato. Altro in punto in discussione è quello relativo al controllo delle politiche elleniche, ad oggi sotto tutela della fu Troika, termine sul cui utilizzo Tsipras ha per ora ottenuto la sua unica vittoria. Terzo oggetto del contendere è il rispetto del surplus di bilancio, che secondo gli accordi sottoscritti dall’esecutivo Samaras dovrebbe essere del 3% quest’anno e del 4.5% nel 2016: Atene punta a ridurre entrambi gli obiettivi all’1.5%, per godere di un po’ di spazio per manovre espansive ad uso di politica interna.

“Nel quadro del programma di aiuti ci sono svariate possibilità, c’è flessibilità. Ma lo scopo principale del piano, controllare la spesa pubblica e riformare l’economia, deve essere mantenuto”, ha spiegato Dijsselbloem. Più caustico invece Tsipras, che probabilmente cerca di alzare il mirino per far abbassare le richieste europee: “La Grecia è impegnata a trovare una soluzione favorevole per tutti, il governo non accetterà ultimatum”, si legge in una nota ufficiale.

L’Unione Europea darà tempo alla Grecia solo fino a venerdì per decidere, offrendo anche la possibilità di estendere il piano di aiuti in via temporanea per dare più tempo alle trattative. Il 28 febbraio, infatti, terminerà il programma di aiuti che al momento tiene in piedi le finanze del paese. Dopo di che, senza accordo, Atene rischia di trovarsi con le casse dell’erario del tutto vuote e le banche senza liquidità. Una scadenza molto ravvicinata e che potrebbe forse indurre Tsipras ad essere più accondiscendente. La partita a scacchi è solo a metà strada.

Filippo Burla

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