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tispras grecia unione europeaLussemburgo, 19 giu – L’Eurogruppo -la riunione dei ministri delle finanze della zona euro- chiamato ieri a valutare ancora una volta la crisi della Grecia, si chiude con un altro, ennesimo rinvio.

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«No deal at #Eurogroup», ha twittato il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, secondo il quale la mancanza di un accordo è “un segnale forte per la Grecia a impegnarsi seriamente nei negoziati”. Mentre il presidente dell’Eurogruppo, il ministro olandese e “falco” Jeroen Dijselbloem, sono stati fatti “troppi pochi progressi”. Anche in presenza di un accordo, inoltre, il tempo non sarà comunque sufficiente per “seguire le procedure parlamentari, e fare i passi tecnici necessari per poter procedere al versamento entro la fine del mese”: tecnicismi per avvisare che potrebbe essere impossibile versare l’ultima tranche da 7.5 miliardi di aiuti se non dopo giorno. Un modo per dire alla Grecia di accorciare, altrimenti si troverà in una situazione molto vicina al default.

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Dopo Tsipras, è quindi anche l’Europa ad alzare l’asticella. Lo stesso Dijselbloem ha comunque assicurato che “un accordo è possibile”, visto che nonostante la flessibilità che l’Ue si è impegnata ad assumere, dalla Grecia non è comunque arrivata alcuna proposta. Non una proposta non credibile irricevibile, proprio nessuna proposta.

Per lunedì prossimo, 22 giugno, è in programma un ulteriore vertice, questa volta straordinario, convocato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk per riunire tutti i leader della zona euro e cercare di affrontare la questione di Atene anche dal punto di vista politico.

Filippo Burla

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