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Padoan GrexitRoma, 3 lug – Il referendum greco non sarà senza conseguenze, questo è sicuro. Bene, ma quali? Al di là dei sondaggi, delle minacce, delle propagande da una parte come dall’altra, il rischio di un’uscita della Grecia dall’euro, la cosiddetta Grexit, è all’ordine del giorno. E anche qualora dovessero vincere i “sì”, il timore è che la soluzione al problema -perché oggettivamente la Grecia ha un problema che non si risolverà con l’ultima tranche di aiuti- sia solo rinviata a data da destinarsi, quando sarà ancora troppo tardi per affrontarla.
Meglio prepararsi, dunque. Secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nonché per il governatore Ignazio Visco, l’Italia non rischia. Non è invece così sicura l’agenzia di rating Standard & Poor’s, che stima in 11 miliardi il costo per il nostro paese di un’uscita della Grecia dall’area euro.
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“Il principale effetto di una Grexit sul resto dell’Eurozona, in particolare la periferia, avverrebbe attraverso i mercati dei capitali”, spiegano dall’agenzia. L’Italia si troverebbe così a far fronte ad aumenti nei tassi di interesse sul debito, tali da generare extra-costi per le casse pubbliche pari ad appunto 11 miliardi. Il calcolo è fatto sulla base dei tassi Btp decennali, attualmente al 2.3% e che potrebbe schizzare almeno attorno al 3.5% nel caso in cui la Grecia abbandonasse la moneta unica. Un grave pregiudizio per la tenuta dei conti dello Stato, le cui previsioni sono fatte tenendo conto di un costo dell’indebitamento pari a circa il 2%.
Filippo Burla



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