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Pisapia
Il sindaco di Milano parla bene la lingua del libero mercato e si dice pronto a cedere a privati un bene pubblico di forte interesse economico

Milano, 25 gen – E’ un Giuliano Pisapia a perfetto agio quello nei nei panni del liberista che discetta di payout, profitti e dividendi per gli azionisti. Il Sole 24 Ore lo ha intervistato in merito alla governance di A2A, gruppo energetico in cui il Comune di Milano e quello di Brescia risultano azionisti di controllo. Siamo nel campo delle ex municipalizzate per intenderci; quelle società gestite dai comuni che una volta offrivano servizi ai cittadini e che oggi per la dittatura del libero mercato sono entrate nelle logiche perverse del capitalismo finanziario.

La soglia del 51% in A2A non è più un tabù: le aziende quotate si controllano anche col 30%“. Così il sindaco di Milano che aggiunge: “Prima o poi, per dare alla società ulteriori risorse necessarie alla crescita servirà un aumento di capitale e i Comuni scenderanno sotto l’attuale 50%, – spiega – mi sembra un’evoluzione fisiologica dell’assetto societario e sicuramente preferibile rispetto a un’ulteriore cessione di quote sul mercato“. Poi un passo indietro, un piccolo pensiero nostalgico verso quello statalismo di matrice socialista che gli ex comunisti hanno rinnegato in favore delle logiche trendy del libero mercato: “Certo, se poi quella quota andasse a un investitore istituzionale pubblico, per esempio Cdp, sarebbe ancora meglio“.

Ma il primo cittadino di Milano veste bene i panni dell’amministratore delegato – anche se non lo è – e analizza, nell’intervista rilasciata al quotidiano economico milanese, i possibili piani di sviluppo ed espansione di A2A che punta ad una partnership con le aziende energetiche di altri comuni lombardi. “Penso a Como e Monza con Acsm-Agam, ma anche alla Brianza con Gelsia“. Già lo scorso dicembre A2A aveva comunicato di aver acquisito il 51% delle quote di Asm, la multi-utility energetica che gestisce i comuni di Cremona, Pavia, Lodi, Rovato (BS) e Crema. “È stata un’aggregazione complessa, su cui ha lavorato molto bene il management di A2A ma anche il Comune. Sono intervenuto personalmente, confrontandomi con i miei colleghi sindaci azionisti di Lgh, per rassicurarli sulla qualità dei servizi offerti da A2A“, ha aggiunto Pisapia che ha poi speso qualche considerazione anche su SEA, la società che gestisce il sistema aeroportuale degli scali di Linate e Malpensa. E’ da tempo che si vocifera di una possibile fusione di SEA con Sacbo la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio (BG), “Credo nell’operazione ma la proposta che ci è stata fatta di creare una holding in cui i rapporti di forza tra i soci non sono coerenti con le attuali partecipazioni in SEA e Sacbo per noi è inaccettabile. In molti si dimenticano che Sea detiene il 30% dell’aeroporto di Bergamo“. Dunque, conclude Pisapia “bisogna far coincidere gli interesse di Sea, di Milano e degli azionisti di Bergamo: come Comune nel giro di due settimane selezioneremo l’advisor e poi avvieremo i lavori, vedremo se riusciremo a trovare una soluzione comune che lasceremo come eredità al nuovo sindaco per lavorarci da subito“.

Tuttavia, diversamente da A2A, il Comune di Milano dovrebbe mantenere le sue quote al di sopra della soglia del 51% (oggi è al 54%). Ma da quel che emerge dall’intervista rilasciata da Giuliano Pisapia è che nulla può darsi per scontato. Il trend di questi ultimi anni impone che si debba privatizzare e vendere per far cassa e non per lanciare un nuovo piano di politica industriale. I Comuni incasseranno sempre meno dividendi e dipenderanno sempre più dalle tasse locali, aumentate secondo la Corte dei Conti, del 22% negli ultimi tre anni.

Giuseppe Maneggio

 

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