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ilva tarantoTaranto, 3 mag – Arvedi, Marcegaglia. E Luxottica. A contendersi la proprietà della più grande acciaieria d’Europa, quell’Ilva strappata dalle mani dei Riva, finiti in un’inchiesta giudiziaria per disastro ambientale, saranno in due. Anzi, in tre. E’ un derby tutto italiano quello che va profilandosi attorno al siderurgico, la cui cessione è ormai alle battute finale.



L’interesse per Ilva da parte di Arvedi e Marcegaglia è noto da tempo. Se prima, però, i contorni dell’operazione non erano chiari, ora vanno defindendosi I due non andranno infatti da soli, ma saranno affiancati da soggetti esteri: ArcelorMittal per l’azienda di famiglia dell’ex presidente di Confindustria e i turchi di Erdemir per il gruppo cremonese. Almeno nel primo caso si hanno già alcuni numeri: l’operazione dovrebbe chiudere con i franco-indiani all’85%, mentre a Marcegaglia rimarrebbe il 15%. Insomma, parlare di “italianità” – concetto, in vero, fin troppo scomodato e che non sempre è stato sinonimo di lieto fine, vedi i casi Telecom e Alitalia – risulterebbe un po’ difficile. Più garanzie vengono offerte dallo Stato, tramite Cassa Depositi e Prestiti che, in ogni caso, sarà della partita sia come soggetto facilitatore dell’accordo che, soprattutto, come partecipante allo stesso. La sua quota è ancora da definire, ma il ruolo di garante dell’intera operazione è fuori discussione.

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Oltre ai due già in gioco – e storicamente nel settore – secondo ultime indiscrezioni potrebbe scendere in campo anche Leonardo Del Vecchio, patron del gruppo Luxottica. “Serve una grande azienda che sa produrre acciaio”, ha spiegato nei giorni scorsi, preludendo ad un possibile impegno. “Di fronte ad un piano industriale solido che abbia una concreta possibilità di successo è disponibile a partecipare finanziariamente al salvataggio dell’Ilva con la volontà di aiutare il Paese e la Puglia, regione alla quale è affettivamente legato”, spiegano fonti vicine a Delfin, la finanziaria di famiglia. Con un patrimonio stimato oltre i 20 miliardi di euro e una disponibilità liquida più che consistente, Del Vecchio potrebbe essere un candidato ideale. Per l’imprenditore sarebbe anche una sorta di “ritorno a casa” visto che, pur essendo nato a Milano, il padre – un commerciante di frutta morto prima della sua nascita – era originario proprio della Puglia.

Filippo Burla

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