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Roma, 29 apr – Nulla di nuovo sotto il sole dell’inflazione, che rimane ferma al palo e, anzi, dall’inizio dell’anno segna addirittura un calo. Lo rileva l’Istat nel suo bollettino periodico.

“Nel mese di aprile 2016 – spiegano dall’istituto – secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione nulla su base mensile e una diminuzione su base annua pari a -0,4% (era -0,2% a marzo)”. La riduzione è da ascriversi principalmente alla dinamica dell’energia, che soffre il calo del prezzo del petrolio: “La maggiore flessione tendenziale dell’indice generale – continuano i tecnici dell’Istat – è principalmente da attribuire all’accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-4,7%, da -2,7% del mese precedente), alla quale contribuiscono sia il Gas naturale (-6,7%, da -5,7% a marzo) sia l’Energia elettrica, che segna un’inversione di tendenza (-1,9%, da +1,5% del mese precedente).”

Senza la componente energia il valore dell’inflazione sarebbe di poco sopra lo zero, pur in diminuzione rispetto a marzo: “Al netto dei soli beni energetici l’inflazione, pur indebolendosi, rimane in territorio positivo (+0,3%, era +0,4% il mese precedente), così come al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, scende a +0,5% (da +0,6% di marzo)”. Non meglio va allargando lo sguardo ad un periodo più ampio: “L’inflazione acquisita per il 2016 come a marzo, è pari a -0,4%”, si legge sempre nel comunicato. Segni, questi ultimi, che anche senza l’impatto del greggio debole l’inflazione di fondo resta più che debole, mettendo una seria ipoteca sulle previsioni di ripresa che, infatti, hanno già subito una prima decurtazione rispetto all’ottimismo di inizio anno. E con numeri del genere, non è escluso che possa non essere l’unica.

Filippo Burla

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