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agenzia entrateRoma, 14 mag – A distanza di qualche giorno dall’ultimo tentativo di blitz salva-incaricati pare proprio che i massimi dirigenti dell’Agenzia delle Entrate ci riprovino al prossimo consiglio dei ministri con un nuovo progetto di decreto legge modificato nella forma ma identico nella sostanza. Insomma, si tratterebbe di una sorta di sanatoria mascherata. Proprio per questo il Primato Nazionale ha ritenuto giusto intervistare un dipendete dell’Agenzia delle Entrate, che ha voluto restare anonimo (lo chiameremo Carlo, nome di fantasia), per capire lo stato d’animo e il pensiero di chi questa situazione la sta vivendo sulla propria pelle dall’interno. Si tratta di un funzionario, in Agenzia dal 2002, che ha svolto diverse mansioni ed attualmente è in servizio presso una direzione regionale del nord Italia.

Carlo, come avete accolto la sentenza della Corte Costituzionale?

Come un piacevole fulmine a ciel sereno. Ormai il sistema degli incarichi era talmente radicato che avevamo perso ogni speranza che potesse essere posto un limite a tale consuetudine. Con le vicende poi dell’ultimo concorso per 403 dirigenti era palese il messaggio che l’Agenzia bandiva concorsi con regole fatte apposta per essere bloccati dal Tar e poter continuare ad assegnare dirigenze ad personam.

Il sistema dell’assegnazione di incarichi dirigenziali ad personam era tanto inefficiente?

Non si tratta di inefficienza, si tratta di trasparenza, legalità e rispetto delle regole. Nel mio lavoro in Agenzia ho incontrato bravissimi dirigenti sia vincitori di concorso che incaricati e pessimi dirigenti, sia vincitori di concorso che incaricati. Quindi non si deve ridurre il tutto ad una mera questione di selezione dei più meritevoli, sarebbe sbagliatissimo. Il punto fondamentale è che l’Agenzia delle Entrate non è un ente commerciale privato in cui l’imprenditore sceglie i propri collaboratori senza rendere conto ad alcuno dei criteri di scelta. Quando si parla di stipendi da dirigente si parla di soldi pubblici ed inoltre si parla dello svolgimento di funzioni di polizia tributaria pertanto vanno rispettate procedure che garantiscano la trasparenza ed il rispetto della legge. E la legge parla chiaro in questo caso: l’accesso alla dirigenza avviene tramite procedura concorsuale. A ciò aggiunga che le procedure di interpello per l’assegnazione degli incarichi spesso sono state prive di quella trasparenza che richiederebbe una procedura di selezione così delicata ed in diversi casi sono stati assegnati incarichi addirittura senza interpelli. E questo non va assolutamente bene.

Al di là della violazione delle norme di legge il sistema di assegnazione degli incarichi presentava altri problemi?

Sicuramente un rischio concreto era la ricattabilità dell’incaricato. Si trattava pur sempre di un funzionario incaricato di funzioni dirigenziali revocabili in qualsiasi momento. E pertanto viene da chiedersi con quale serenità, autonomia ed indipendenza avrebbe potuto ricoprire quel posto. Un dirigente di ruolo, ossia vincitore di concorso, non avrebbe avuto timore di essere retrocesso a mansioni inferiori. E questo in alcuni casi poteva diventare un bel problema. Inoltre spesso le nomine avvenivano in un contesto non proprio limpido, favorito dalla mancanza di trasparenza di cui sopra, e così i sospetti, le dicerie e le malignità si sprecavano facendo venir meno il necessario grado di autorevolezza che un dirigente dovrebbe comunque avere.

Qual è la situazione negli uffici attualmente?

Da parte dei funzionari, dopo il primo momento di disorientamento, c’è stata una dimostrazione di senso di responsabilità a dir poco encomiabile che si è tradotta nel continuare a svolgere le proprie funzioni anche in assenza di una situazione organizzativa chiara. Tra i dirigenti decaduti invece c’è stato chi in modo altrettanto encomiabile, e con un senso dello Stato a dir poco eccezionale, ha accettato le deleghe di firma senza indennità continuando a svolgere le proprie funzioni come se niente fosse accaduto, ma ci sono stati moltissimi casi di decaduti che hanno tirato i remi in barca dando dimostrazione che il loro interesse alle mansioni superiori era limitato allo stipendio e non di certo a motivi etici.

Come vivete questi tentativi di sanatoria di cui si parla da marzo?

Male. Spero che si tratti solo di voci perché se fosse vero (e ripeto che spero che non lo sia) significherebbe che l’Agenzia, ed il governo qualora accettasse, vorrebbero porsi al di sopra o, comunque, al di fuori della legge e della Costituzione. E nel nostro lavoro sarebbe inaccettabile. Dovrebbero capire che è stato bello, per loro, finché è durato ma adesso sia il Consiglio di Stato che la Corte Costituzionale hanno messo dei vincoli che non possono essere saltati a piè pari.

E i sindacati in tutta questa situazione cosa stanno facendo?

Vorremmo saperlo anche noi dipendenti. E’ da due mesi che se ne stanno alla finestra e che, a parte qualche presa di posizione morbidissima e pro forma per il rispetto della legalità, tengono un comportamento strano ed ambiguo. C’è poi anche un sindacato che ha preso apertamente le difese degli incaricati, posizione che non condivido ma che rispetto, anche se magari sarebbe da evitare di etichettare come ‘invidiosi’ o ‘falliti’ coloro che pretendono il rispetto della legge.

Come risolverebbe la situazione che si è venuta a creare?

E’ indubbio che nel lungo termine, con appena 300 dirigenti per 1.100 posizioni, la situazione è insostenibile. Almeno una parte degli uffici devono essere diretti senza interim. Non ho idea della soluzione tecnica applicabile, ma so solo che sarebbe necessario codificare una procedura di selezione che non sia, nella sostanza, una semplice sanatoria per far tornare in sella  una nutrita fetta di dirigenti decaduti. E comunque la soluzione definitiva è il concorso, magari gestito dalla neo costituita Scuola Nazionale di Amministrazione e senza riconoscimento di punteggi aggiuntivi per coloro che hanno svolto funzioni dirigenziali illegittime. Deve essere riconosciuta a tutti la possibilità di giocarsela alla pari e dimostrare nelle diverse prove concorsuali le proprie capacità professionali.

Walter Parisi

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20 Commenti

  1. Mi complimento con il collega che in maniera chiara, puntuale e serena ha descritto la situazione negli uffici e la soluzione a questo disordine organizzativo a cui, pare, l’Agenzia non sembra in grado di far fronte se non ricorrendo alla forza, ovvero tentando, a dispetto di altri 39 di altri mila dipendenti, di far sanare la situazione degli incaricati decaduti.
    Anche la posizione dei sindacati risulta ambigua mentre uno addirittura continua a lodare il sistema degli incarichi illegittimo chiedendo che gli si creda e basta quando sostiene che è il sistema migliore (che siano inetti i giudici della Corte Costituzionale ed i Padri costituenti che hanno indicato il sistema di accesso alla PA?).
    il SALFI pretenderebbe che gli si creda perchè come diceva
    Antonio di Bruto nella sua orazione “Bruto è uomo d’onore”.

    Peccato che abbiamo vissuto sulla nostra pelle il sistema di “scelta dei migliori”…. per cui, forse, possono tentare di convincere altri.

    • Il sistema Agenzia deve tutelare anche tutto il personale e il suo diritto alla carriera e non può prevedere l’autonoma individuazione di pochi privilegiati necessariamente devoti ai vertici onnipotenti.
      Ci dica Callipo (Salfi), per esempio, quali sono stati i meriti particolari ed eccezionale che hanno condotto al conferimento degli incarichi ai suoi dirigenti sindacali ed ai suoi iscritti.

  2. come avete inventato il personaggio Carlo che parla a favore del sindacato, avete il dovere ed il diritto di inventare un personaggio che parli a favore dell’Agenzia delle Entrate e dei dirigenti decaduti. Sappiamo benissimo quale è il vostro obiettivo e mi fa piacere che state avendo visibilità sulla pelle degli ex incaricati.

  3. DIRIGENTE INCARICATO AGENZIA DELLE ENTRATE : PARLA UN EX INCARICATO
    sONO UN LAUREATO CON 110 E LODE, SONO STATO TRASFERITO A CENTINAIE DI kILOMETRI DALLA MIA RESIDENZA, SONO LONTANO DALLA MIA FAMIGLIA, MI CHIAMO EUSTACCHIO, PRENDO LA STESSA INDENNITA’ CONTRIBUTIVA DI UN NORMALE IMPIEGATO, HO GROSSE RESPONSABILITA’ ED IL MIO EMOLUMENTO NON SUPERA LE 1500 EURO IN PIù PUR DOVENDOMI MANTENERE FUORI SEDE E MANTENERE LA MIA FAMIGLIA.

  4. Ma guarda come si agitano gli incaricati decaduti….forse sono venute meno le vostre certezze? Inizia il nervosismo dopo due mesi a stipendio da funzionario?
    Dai…ritirate fuori la retorica del buon Vittorio Benedetto….poveri sedotti ed abbandonati…
    Eheheh…dai che prima o poi ce la fate a farvi riconfermare dal governo, ma da ora in poi non lamentatevi se i dipendenti vi sputeranno in faccia.

  5. Ogni qual volta c’è un commento che non garba ecco che improvvisamente esce dalla tana questo Maledetto. Si vede chiaramente che fa parte del bottone. Ogni commento dovrebbe essere condotto nel rispetto dei rispettivi ruoili e senza mancare di rispetto al suo interlocutore. Non so chi fosse questo benedetto a cui mi abbini, ma voglio dirti una cosa : cominci a sputarti in faccia te stesso, anche se ti valorizzi. E ti consiglio di farti analizzare la saliva qualora tu fossi portatore di grave malattia fisica e mentale. Maledetto di un Maledetto.

  6. Mi trovo d’accordo con anonimo. nessuno ha diritto di offendere soprattutto utilizzando nikename di comodo. Solo ai maleducati è consentito utilizzare certe terminologie. Chi non è in grado di affrontare una discussione si metta da parte, sia che ha ragione esia che ha torto. Eppure dal modo di esprimersi non mi appare nè uno sprovveduto e nemmeno un incapace.

    Sono d’accordo con Anonimo. Quando si fa un commento non bisogna uscire fuori dal seminato. L’educazione prima di tutto . Altrimenti bisogna esimersi dal fare commenti.

  7. Anonimo, ad essere onesti il tuo commento delle 16:17 era più che condivisibile. Non capisco come mai hai preso il mio messaggio per un attacco nei tuoi confronti.
    Io, eventualmente, mi rivolgevo a due interventi successivi, quelli di antonio de cesare e franco ricci.
    Mi dispiace che tu abbia frainteso.
    Saluti.

  8. Maledetto, mi fa piacere che hai riconosciuto di aver esagerato. Tutti hanno diritto di commentare anche Antonio de. Cesare e franco ricci. Bisogna ascoltare ble opinioni di tutti e non essere arrogante. Perchè tutti abbiamo ragione e tutti abbiamo torto.

  9. Ho l’impressione che di sputi in faccia se ne stiano prendendo parecchi gli ex incaricati.
    Fino ad un mese fa tutti sicuri di essere salvati, adesso si nota la differenza su internet…nervosi, schizofrenici e rancorosi…anche se poi accusano gli altri di esserlo.
    Ma tranquilli….vi salveranno, almeno fino al consorso, poi vi vorrò vedere al quiz preselettivo.
    Io ormai so che non lo passerò perché ho perso l’allenamento, ma tre quarti di voi faranno la mia stessa fine (come é successo anche all’ultimo concorso delle Dogane) e tornare a 1.500 euro al mese come noi, comuni mortali, sarà molto dura.
    Vi resta pur sempre la soluzione di tornare nel settore privato, visto che siete tanto bravi e preparati. Delle vere e proprie eccellenze.

  10. Ritengo al contrario che sia contro l’etica rimanere attaccati alla poltrona dopo la revoca dell’ incarico.
    Il senso di responsabilità è un paravento dietro cui si nascondono, forse, altri interessi o motivazioni nel permanere seduti al medesimo posto anche senza funzioni. Qualunque impiegato saggio ed eticamente corretto a cui fosse stato tolto lo stipendio da dirigente sarebbe ritornato all’ originaria posizione.

  11. IL SALFI HA INTENZIONE DI FARSI PORTAVOCE ANCHE DELLE ISTANZE DI MIGLIAIA DI FUNZIONARI CHE HANNO ATTESO, INVANO, PER PIU’ DI QUINDICI ANNI, UN CONCORSO LEGITTIMO??
    LA PERDITA DI CHANCE, PER LORO, E’ STATO UN UN FATTO GRAVE E LA CORTE COSTITUZIONALE L’HA IMPLICITAMENTE RICONOSCIUTA.
    I DANNI SONO STATI DI ORDINE MORALE E MATERIALE E LA COLPA NON E’ STATA DEGLI INCARICATI DECADUTI, MA DI CHI HA GESTITO IL CARROZZONE!!
    CHI OGGI SI INTERESSA DELLA “CRISI ORGANIZZATIVA” DELL’AGENZIA, SI DOVREBBE RICORDARE CHE LA COLPA NON E’ STATA DEL PERSONALE E CHE ESSA E’ SOLO LA CONSEGUENZA DI UNA GESTIONE TEMERARIA ED ANTICOSTITUZIONALE CHE, PER ANNI, HA FATTO COMODO A MOLTI, MA, CONTESTUALMENTE, HA “SOFFOCATO” TANTISSIMI ALTRI.
    IL SALFI CHE SI PONE COME UN ECUMENICO SINDACATO DI TUTTI, SI INTERESSI ANCHE DEL “ROVESCIO DELLA MEDAGLIA” E POI POTRA’ DIRE DI ESSERE CREDIBILE!!
    AD OGNI ILLEGALITA’ CORRISPONDE IL DANNO DI CHI LA SUBISCE!!
    PER UNA VOLTA, IL SALFI, CI FACCIA CAPIRE QUALE SINDACALISMO PORTA AVANTI!!

  12. Il Salfi sta facendo non solo gli interessi dei dirigenti incaricati ma anche e soprattutto dei funzionari e di tutti i dipendenti che hanno fatto carriera attraverso la nomina dei dirigenti. E’ ovvio che se tutto dovesse ritornare come prima della nomina dei dirigenti e quindi ritornare funzionari, chi ha preso il loro posto lo deve restituire e perdere la qualifica di funzionario ed anche gli emolumenti e fino a scendere all’ultimo gradino. IL Salfi è un sindacato serio e difende l’autonomia e la dignità dei dipendenti dell’Agenzia a differenza di altri sindacati che stanno guadagnando visibilità e iscrizioni sulla pelle dei dipendenti dell’Agenzia e stanno su un piatto d’argento offrendo al Governo la possibilità di sostituire i dirigenti e i funzionari e i dipendenti tutti dell’Agenzia con personale al provenienti da altre realtà che mai e poi mai hanno fatto un concorso pubblico ma assunti per sanatoria di precariato organizzato. Pensateci sopra : non solo il dirigente perderebbe tale qualifica ma anche il funzionario e anche che precede il funzionario. Tutti a bocca asciutta e con emolumenti che avevano prima. Tutti, proprio tutti.

    • Questa dei funzionari che hanno preso il posto degli incaricati e che adesso retrocederebbero a cascata, e proprio grossa e non me la sarei mai aspettata!! Sai che ti dico! A me basta essere libero! A te che, per dire questa incongruente assurdità, hai bisogno di denominarti superlibero, auguro di incontrare qualcuno che con calma ti spieghi che gli incaricati figuravano comunque ancora nei ruoli del personale livellato perchè incaricati a tempo. Essi, quindi, avrebbero necessariamente dovuto prevedere la possibile revoca dell’incarico dirigenziale e la conseguente conferma nel ruolo del personale direttivo! Chi nel frattempo era transitato in terza area, sopratutto per le mansioni svolte, non può subire una retrocessione perchè non deve far posto a nessuno.

    • Fammi capire: secondo te se un dirigente incaricato retrocede a funzionario, un funzionario sarà costretto a retrocedere a sua volta?
      Ma stai scherzando o scrivi solo per provocare.
      Spero che tu non faccia attività sindacale, altrimenti è chiaro perché ci siamo ritrovati in questa situazione.

  13. E’ un dato di fatto che gli incaricati “dirigenti” erano funzionari ricattabili che dovevano sempre ubbidire ed essere devoti al dirigente legittimo che aveva dato loro l’incarico. Che vengano banditi regolari concorsi. Hic Rhodos hic salta.

  14. E’ da due mesi che se ne stanno alla finestra e che, a parte qualche presa di posizione morbidissima e pro forma per il rispetto della legalità, tengono un comportamento strano ed ambiguo.
    Vi chiedo una cortesia: evitiamo di accomunare SEMPRE tutti nello stesso calderone (“i sindacati”, “i funzionari”, “gli incaricati…”). Per chi fa con passione (e a volte anche con delusione visto il disinteresse generale dei colleghi) il lavoro di sindacalista non è bello leggere che sta alla finestra, quando quotidianamente cerca di muoversi per ottenere qualche risultato utile per tutti. Sulla vicenda degli incaricati alcuni sindacati, evidentemente interessati alle posizioni che avevano contribuito a occupare, hanno appoggiato più o meno apertamente i vertici dell’Agenzia mentre altri hanno assunto posizioni decisamente più nette, anche se evidentemente minoritarie.
    E comunque non è che gridando contro gli ex incaricati, molti dei quali tra l’altro ottimamente capaci, si risolve la situazione (dis)organizzativa attuale dell’Agenzia.

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