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Roma, 1° lug – Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Che cosa c’è, infatti, di più sconsiderato, miope e – diciamolo – idiota che affrontare una crisi economica devastante con misure procicliche? Ovviamente nulla, ma è proprio questa ottusità la cifra reale delle politiche proposte dall’Unione europea. Eppure qualcuno aveva sperato che, di fronte alle macerie lasciate dal coronavirus, Bruxelles avrebbe finalmente aperto gli occhi. E invece no. «Finita la pandemia Roma rimetta i conti in ordine. Il principale antidoto non è la politica monetaria, ma l’azione di riforma e di bilancio dei governi», ha affermato in un’intervista alla Stampa lo spagnolo Luis de Guindos, vicepresidente della Banca centrale europea (Bce).

La Bce ci prende per i fondelli

Può sembrare incredibile, ma è proprio così. Mentre il resto mondo (Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Giappone ecc.) sta mettendo in campo politiche economiche espansive e anticicliche, monetizzando il debito (cioè creando denaro dal nulla), il numero due della Bce sostiene – sfidando il senso del ridicolo – che le politiche monetarie non sarebbero la risposta adeguata alla crisi. Al contrario, si tratterebbe di «una questione di produttività, di competitività e di riforme strutturali da completare. In questa fase della crisi, le politiche di bilancio nazionali devono essere espansive». Capito? La soluzione sarebbe dar seguito a quelle politiche economiche che ci hanno portato sull’orlo del baratro. Geniale.

L’«austerità espansiva» non esiste

«L’azione in termini di politica fiscale deve essere rilevante», aggiunge de Guindos. Tradotto: bisogna tassare gli italiani già stremati per andare a ristrutturare il debito. È questa, secondo il vice della Lagarde, l’«austerità espansiva» che ci porterà lontano dalle secche della pandemia. Peccato solo che questa formula altisonante sia una supercazzola bella e buona: l’austerità non solo non può mai essere espansiva ma, a detta di molti economisti, ha pure fallito su tutta la linea (per conferma, chiedere agli amici greci).

Il semestre tedesco

Insomma, i tentacoli dell’Ue si fanno sempre più soffocanti. Peraltro oggi è anche iniziato il semestre tedesco alla presidenza del Consiglio Ue, e le premesse sono queste: la Merkel insiste perché l’Italia acceda ai fondi del Mes, mettendoci così il cappio al collo, mentre il Corriere della Sera ha già iniziato l’«operazione simpatia» per renderci ben accetta una delle persone meno simpatiche e filo-italiane del pianeta Terra. Tutto fa quindi pensare che per la nostra nazione si preparano tempi assai burrascosi. Forse esiziali. Tempi in cui l’Italia potrebbe perdere gli ultimi scampoli di sovranità e finire sotto il tallone franco-tedesco. Ma non è questo, in finale, il sogno degli europeisti di casa nostra?

Valerio Benedetti

2 Commenti

  1. Qualche COGLIONE ha ancora dubbi su quanto sostengono La Meloni e
    Salvini ??????

    Ue Berlusca , fai il NONNO !!!! Ti piaceva tanto Renzi …. raccontagli le favole della buona notte !!!!!

    C’ era una volta frau culona che ci voleva tanto bene …..

    Bè pù che l’ è mej (smetti di bere che è meglio)