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La Commissione europea ha chiesto formalmente all’Italia di recuperare dai produttori di latte multe per 1,395 miliardi di euro. Le somme sono dovute a causa del superamento delle quote di produzione assegnate tra il 1995 e il 2009.

Bruxelles, 10 lug – Qualche giorno fa un dato statistico ci regalava un non proprio invidiabile primato: tra tutte le 28 nazioni che compongono l’Ue, l’Italia vanta il record di multe e sanzioni imposte dalla Commissione europea.



Per rinsaldare questo primo posto oggi da Bruxelles ci è stata inviata l’ingiunzione per il recupero di 1,395 miliardi di euro dovuti per aver superato le quote di produzione del latte tra il 1995 e il 2009. Recupero che forzosamente lo Stato italiano dovrà adoperarsi a fare nei confronti dei produttori.

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La Commissione europea, un anno fa, il 20 giugno del 2013, aveva già aperto la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, con l’invio a Roma di una lettera di messa in mora. Quella di oggi rappresenta la seconda tappa della procedura d’infrazione al trattato Ue, prima di un eventuale ricorso alla Corte di giustizia europea.

Bruxelles dice in sostanza che a fronte di “un ammontare globale di 2,265 miliardi di euro di multe accumulate tra il 1995 e il 2009 da produttori italiani, devono essere recuperati ancora 1,395 miliardi di euro. Questo dimostra che le autorità italiane non hanno preso, o non hanno messo in opera, le misure sufficienti per assicurare il pagamento delle somme dovute”.

Oltre alla multa e all’ammonimento da Bruxelles arriva anche un ulteriore monito. Le conseguenze del mancato recupero sia a livello europeo che sul bilancio nazionale compromettono gli sforzi europei per stabilizzare il mercato dei prodotti lattieri, provocando distorsioni di concorrenza con gli altri produttori europei che hanno rispettato le quote di produzione o che hanno pagato le loro multe. “Queste somme” – continua la Commissione europea – “dovrebbero essere versate al fine di evitare che siano tutti i contribuenti italiani ad uscirne perdenti”. Come a dire che questo miliardo e quattro in un modo o nell’altro ce lo dovete dare: se non saranno i produttori di latte a pagare, pagheranno tutti gli italiani.

L’annosa questione delle quote latte risale al lontano 1984 quando l’allora Comunità Europea, per far fronte alle rilevanti eccedenze di latte e dei suoi derivati sul mercato (latte in polvere, burro), in particolare nei Paesi Bassi e in Germania, decise di regolare la produzione per garantire un certo stock di reddito agli allevatori europei. Ma da questa decisione, tramutatasi in seguito in battaglia, e che ha visto spesso scendere nelle piazze delle città italiane gli allevatori nostrani, passa la svendita del patrimonio zootecnico e agricolo italiano, non dimentichiamocelo e piuttosto continuiamo a chiederci che senso abbia stare dentro la gabbia dei pazzi tecnocrati europeisti.

Giuseppe Maneggio

 

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