Roma, 3 giu – Le imprese italiane stanno attraversando una crisi drammatica. Quelle degli immigrati non la conoscono e aumentano, a macchia d’olio. I numeri che emergono da una ricerca effettuata dal Censis, nell’ambito del progetto “La mappa dell’imprenditoria immigrata in Italia” realizzato assieme all’Università degli Studi Roma Tre e con l’ausilio finanziario dell’Inail, sono decisamente impressionanti. In Italia le imprese con titolari stranieri sono 447.422, pari quasi al 15% del totale.

Di questi imprenditori l’81% proviene da Paesi extraeuropei e nel periodo che va da 2010 al 2018, mentre le imprese italiane sono diminuite del 12,2%, quelle degli immigrati sono aumentate del 31,7%. Non solo, se guardiamo all’età dei titolari, la ricerca evidenzia come gli imprenditori italiani sotto i 50 anni sono appena il 44,3%, mentre quelli stranieri con meno di 50 anni sono addirittura il 71,6%. Ai vertici della classifica sulle imprese stranieri ci sono Lombardia (81.355) e Toscana (43.832), per quanto riguarda le regioni, Prato e Roma se consideriamo le città. La Toscana però diventa la prima regione d’Italia se prendiamo in considerazione l’incidenza degli immigrati sul totale degli imprenditori.

Le principali nazionalità

La ricerca del Censis mostra poi altri numeri significativi. In cima alla classifica degli imprenditori stranieri vi sono i marocchini (64.900 imprese), attivi soprattutto nel commercio, seguiti dai cinesi (50.899), in particolare tessile e ristorazione. Terzo posto per i rumeni (47.694) e quarto per gli albanesi (31.425), attivi in particolare nell’edilizia. Il 60% di tutte queste imprese è in attività da più di tre anni, ma il 12% degli imprenditori stranieri ha una scarsa conoscenza della lingua italiana. Il 24% ce l’ha appena sufficiente.

Un altro dato che colpisce riguarda le frequentazioni di questi imprenditori: il 45% frequenta esclusivamente altri cittadini stranieri. E’ dunque arduo sostenere che migliori condizioni economiche facilitano l’integrazione. Semplicemente almeno la metà degli immigrati che vivono oggi in Italia non sembra avere alcuna intenzione di integrarsi e vive in un microcosmo (sempre meno micro, in realtà) distaccato dal resto della società.

Sicurezza sul lavoro

Anche per quanto riguarda il rispetto delle leggi sulla sicurezza sul lavoro la situazione non è rosea. l 46% degli imprenditori immigrati, stando sempre alla ricerca del Censis, percepisce la tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro come un mero obbligo di legge. Il 20% degli stranieri la vive come una responsabilità condivisa con i lavoratori, il 15% come un dovere morale, il 12% soltanto come un costo e il 5% come un investimento. Ma il 30% ammette candidamente di avere una certa difficoltà ad assolvere gli obblighi normativi. Roberto Fico che dice?

Alessandro Della Guglia

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