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Roma, 17 giu – L’effetto lockdown continua a infliggere colpi devastanti all’economia nazionale. La serrata generale imposta per mesi per contenere i contagi da coronavirus fa crollare ad aprile il fatturato e gli ordinativi dell’industria al livello peggiore di sempre. I numeri sono impressionanti: -29,4% su mese e -46,9% su anno per il fatturato; -32,2% su mese e -49% su anno per gli ordini. A dare l’allarme è l’Istat che spiega che si tratta dei “peggiori risultati per entrambe le serie storiche (disponibili da gennaio 2000), in termini sia congiunturali sia tendenziali”.

Istat: “Pesano lockdown e crollo domanda”

L’Istituto statistico spiega che “le misure di chiusura imposte a numerose attività industriali per il contenimento dell’epidemia di Covid-19 e la forte flessione della domanda rivolta alle imprese industriali hanno determinato un calo senza precedenti degli indici complessivi di fatturato e degli ordinativi. Il mese di aprile registra, infatti, i peggiori risultati per entrambe le serie storiche (disponibili da gennaio 2000), in termini sia congiunturali sia tendenziali”.

Si salva solo il settore farmaceutico

Su base annua il calo è assai limitato per il solo settore farmaceutico (-0,2%) e in certa misura per il comparto alimentare (-9,5%). In tutti gli altri casi – spiega l’Istat – si registrano diminuzioni superiori al 25%, arrivando, nei settori più colpiti, quali i mezzi di trasporto (-71,2%, è il risultato peggiore, d’altronde gli spostamenti erano fortemente limitati) e l’industria tessile, dell’abbigliamento e dei prodotti in pelle, a flessioni di oltre il 70% per l’indice di fatturato e di oltre il 60% per quello degli ordinativi. Il calo congiunturale del fatturato è esteso sia al mercato interno, che cede il 27,9%, sia a quello estero, che segna una caduta del 32%. Ma per gli ordinativi, sono le commesse provenienti dal mercato interno a registrare il peggiore risultato (-33,9%) rispetto a quelle provenienti dal mercato estero (-30,0%).

L’allarme delle associazioni: “Sfacelo, tsunami, peggio del 2009”

Immediato l’allarme lanciato dalle associazioni di categoria. L’Unione nazionale dei consumatori parla di “uno sfacelo” e di “una rovina sia per gli ordinativi che per il fatturato, con un tonfo record peggiore persino a quello registrato nel 2009, l’anno più buio della precedente recessione”. Nell’aprile 2009, ricorda l’associazione, “ci un fu una caduta annua del fatturato del 22,7%, ora il crollo è del 46,9%, ossia più del doppio, il 106,6% in più. Non solo, se confrontiamo il livello del fatturato di oggi con quello dell’aprile 2009, attualmente è inferiore del 36,9%, -46,4% quello interno”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Codacons, che parla di “tsunami” Covid sull’industria e registra il calo record dei beni di consumo durevoli a -80,4%. L’associazione di difesa dei consumatori torna a chiedere “misure urgenti e realmente efficaci per far ripartire il settore e salvare migliaia di posti di lavoro seriamente a rischio”.

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