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Roma, 7 dic – La locomotiva d’Europa è fiacca. Pressoché ferma. Praticamente una zavorra che trascina al ribasso l’intera zona euro. E’ questo quel che ci raccontano gli ultimi dati sulla produzione industriale in Germania.

Crollo senza fine

Nel mese di ottobre, rispetto al precedente la produzione industriale tedesca è calata dell’1,7%, smentendo clamorosamente le aspettative che vedevano una (modesta) crescita dello 0,1%. Non va meglio su base annuale: la netta discesa è evidente e parla di un -5,3% contro una previsione del -3,6%. Sempre anno su anno, è dalla seconda metà del 2018 che non si registra un dato positivo.

A preoccupare è, soprattutto, la fiacca dinamica di settori al di fuori di quello dell’automobile, già da tempo in fibrillazione. Calano gli investimenti, le costruzioni, tracollano (-4,4% su base mensile) i beni capitali. Campanelli d’allarme che non depongono a fare di un rapido recupero.

Recessione in vista per la Germania?

“La debolezza economica nell’industria rimane”, ha spiegato in una nota il ministero dell’Economia, che ostenta comunque sicurezza: “Gli ultimi sviluppi di nuovi ordini e le aspettative commerciali indicano che nei prossimi mesi potrebbe emergere una tendenza stabilizzante”.

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Scongiurata la recessione tecnica grazie al piccolo colpo di coda del terzo trimestre (+0,1% dopo il -0,2% del secondo), non è a questo punto detto che Berlino riesca a consolidare la sua posizione in terreno positivo anche nell’ultimo scorcio del 2019. Confermando così le più meste previsioni che si susseguono da inizio anno.

Filippo Burla

4 Commenti

  1. Novità tedesche poche, molto estero-prodotto solo assemblato e/o controfirmato “made Germany”, la spinta è finita da almeno dieci anni. Hanno vissuto di aire, di eredità…
    Brevetti e produzioni intelligenti il capitale li ha spostati nel est asiatico! Dove, guarda caso, si studia ancora
    e non si “spinella”. Vediamo quanto dura e come si sposterà; riflettere, riflettere.

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