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Mario Draghi conferma i timori su una possibile deflazione nell’Eurozona e ribadisce che la BCE si tiene pronta a varare nuovi stimoli monetari

Francoforte, 2 gen – Il governatore della Bce, Mario Draghi, ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt,  in cui conferma che i tassi nell’Eurozona rimarranno bassi ancora per molto tempo. Ma ciò che preoccupa maggiormente il numero uno dell’Eurotower, è l’elevato rischio di deflazione nell’unione monetaria. Rischio che per Draghi sarebbe aumentato rispetto a sei mesi fa e con esso anche il fatto che la Bce non persegua la stabilità dei prezzi. Per tutto ciò, Draghi ha ribadito che “L’istituto ha in preparazione lo studio della dimensione, della velocità e della composizione delle nuove misure da attuare per contrastare questi rischi e che su questo c’è unanimità nel consiglio direttivo”.

Sul possibile quantitative easing – l’acquisto di titoli di Stato emessi dai paesi dell’Eurozona – Mario Draghi si è detto perplesso circa il numero di titoli acquistabili. Di conseguenza parrebbe che la Bce si stia apprestando al piano di acquisto dei titoli di Stato anche se difficilmente ciò potrà avvenire prima delle prossime elezioni greche fissate per domenica 25 gennaio.

Proprio a proposito delle imminenti elezioni per il parlamento di Atene, infine, si è dimostrato molto diplomatico. Al giornalista che gli ha chiesto se teme una vittoria di Alexis Tsipras, Draghi si è limitato a rispondere: “Spetta agli elettori greci decidere sulla futura composizione del parlamento e del governo”

Draghi ha anche negato di essere interessato alla carriera politica smentendo tutte le voci che lo vorrebbero tra i candidati al Quirinale per la successione a Giorgio Napolitano.

Come spesso succede negli ultimi mesi alle parole del governatore della Bce hanno fatto seguito ribassi sulla quotazione dell’Euro che ha toccato i livelli più bassi dal giugno 2010 attestandosi a un cambio di 1,2034 contro il dollaro. Per la gioia dei titoli pubblici e delle esportazioni italiane. I Btp a 10 anni rendono adesso l’1,806%, il livello più basso di sempre.

Giuseppe Maneggio

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