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Siena MpsSiena, 18 ago – Tra un mese diverrà operativo il piano di salvataggio per Mps. Il titolo del Monte viaggia da giorni attorno a venticinque centesimi, ai minimi storici. L’approccio degli investitori è, dunque, all’insegna della cautela. Come se non bastasse la situazione d’incertezza venuta fuori dopo gli stress test della Bce, è arrivato un altro fulmine a ciel sereno.  Coop Centro Italia Spa e Coofin srl (cooperativa di servizi finanziari) hanno citato in giudizio nel mese di luglio Mps (assumendo essenzialmente la falsità dei prospetti informativi) relativi agli aumenti di capitale 2008, 2011 (gestione Mussari-Vigni) e 2014 (gestione Profumo-Viola) e reclamando danni per complessivi 137 milioni. Andiamo con ordine per capire meglio cosa avviene nei centri di potere della finanza rossa.

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Coop Centro Italia reclama danni per 85,5 milioni, dei quali 20,3 milioni legati all’aumento di capitale del 2008 e 9,2 milioni per l’aumento di capitale del 2011. Per cinquantasei milioni, poi, in solido – o in subordine ciascuna per quanto di ragione – con Consob, chiamata a rispondere per l’operato dell’Autorità e quello dei suoi commissari e funzionari, relativamente all’aumento di capitale 2014, a causa delle minusvalenze patite oltre che del lucro cessante da determinare in corso di causa. Coofin srl reclama invece danni per 51,6 milioni, dei quali 11,5 milioni per l’aumento del 2008, 6,1 milioni per l’aumento del 2011 e 34 milioni in solido con Consob. Sembra un normale caso di cronaca legata a reati finanziari. Ma, a ben guardare, non è così. Vediamo perché. Intanto, Coop Centro Italia non è un piccolo supermercato di provincia. Parliamo di una delle sette grandi cooperative di consumatori del sistema Coop Italia. Tanto per dare qualche cifra. Il Gruppo Coop Centro Italia conta attualmente oltre cento punti vendita, un fatturato settecentottantaquattro milioni di euro nel 2015, tremilacinquecento dipendenti, e cinquecentocinquantamila soci. Insomma, non parliamo del negozio di alimentari sotto casa. Ma la domanda chiave è la seguente: perché una cooperativa dovrebbe investire in prodotti finanziari ad alto rischio? L’articolo 45 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata”. In questo caso, lo scopo mutualistico è solo il paravento per una discutibile operazione di speculazione finanziaria. Non siamo però, in presenza di un caso isolato, ma di una regola. Come ha sottolineato il Sole 24Ore in articolo a firma di Fabio Pavesi: “L’incidente di Coop Centro Italia rappresenta la regola per il sistema delle cooperative italiane, che fanno della finanza un business parallelo a quello tipico del loro mandato naturale, quello delle catene di supermercati”. Segnaliamo, però, un’altra anomalia che Pavesi ha ampiamente argomentato.

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Anche in questo caso, infatti, si ripete una stortura tipica del sistema bancario italiano di cui si è già parlato. I primi responsabili delle grandi sofferenze del sistema creditizio sono dovute ai grandi gruppi industriali. Questi ultimi ottengono prestiti di favore dalle banche di cui sono azionisti e debitori al tempo stesso. Vediamo come con la coop Centro Italia si ripete lo stesso copione. A fine 2015, quindi, tra vecchi e nuovi prestiti l’esposizione verso la banca senese complessiva ammonta a settantotto milioni. È quasi la metà dell’intera esposizione bancaria della cooperativa. Due indizi fanno una prova. La Coop in questione è anche socia del Banco di Spoleto (commissariata e infine acquisita dal Banco di Desio).

Purtroppo, situazioni di questo tipo si sono verificate anche per altre imprese italiane. La differenza che le piccole e medie imprese hanno chiuso i battenti. Le coop, invece, portano in tribunale i vertici della Banca Senese come un consumatore qualsiasi. Sicuramente è auspicabile che i vertici della Mps paghino per i loro errori. Ma, seguendo la stessa logica, il management delle Coop Italia andrebbe processato dai soci (mezzo milione di persone) o per dolo o per colpa grave.

Salvatore Recupero

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1 commento

  1. Certo che se si pensa che tra i maggiori debitori di MPS ci sono gli allora DS ora PD , la Margherita ora PD , l’Unità ,e le stesse Coop che oggi gli fanno causa

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