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Niente pagamenti elettronici: le cause del blackout

by Michele Iozzino
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blackout pagamenti elettronici

Roma, 15 apr – C’è chi vorrebbe eliminare i contanti e sogna un mondo di pagamenti digitali, magari senza nemmeno bisogno di click o carte di credito ma direttamente con microchip innestati sottopelle. Tra questi voli pindarici e la dura realtà c’è anche il caso eclatante di questa mattina, quando bancomat e carte di credito in tutta Italia hanno smesso di funzionare.

Niente pagamenti elettronici, il sistema in tilt

Alle 11:45 di questa mattina, infatti, è andato in blackout tutto il sistema di pagamenti elettronici legato al circuito Nexi, principale gestore di questo tipo di servizi in Italia. Un blocco che ha riguardato le carte di pagamento Unicredit, Bancomat, Visa, e Mastercard, ma si sono segnalati problemi anche per Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, e BNL. Insomma, per diverso tempo in gran parte del nostro Paese il contante è tornato ad essere l’unico mezzo di pagamento.

Com’era possibile aspettarsi, le prime segnalazioni hanno immediatamente fatto capolinea sui social, condite da qualche ironia viste anche le nuove strette sul contante e le multe per gli esercenti che non accettano i pagamenti elettronici. Le difficoltà delle transazioni, inoltre, non hanno riguardato solo la piccola distribuzione, ma anche la grande.

Le cause del blackout

Il malfunzionamento è stato in parte risolto già verso le 12:15, con il servizio che tornava via via operativo. Le prime ipotesi che erano circolate per spiegare i motivi dietro questa paralisi sono state smentite dall’azienda. Quindi non ci sarebbe stato nessun attacco hacker e neppure il sistema sarebbe andato in tilt a causa dei volumi di traffico eccessivi. Al contrario, come spiegato anche al Sole 24 Ore, Nexi afferma che la causa di tutto sia stato un guasto. Questo non sarebbe di natura interna, ma sarebbe dipeso da un’azienda esterna con cui Nexi collabora. Più nel dettaglio i problemi tecnici sarebbero colpa di Ibm, uno dei fornitori della paytech. In ogni caso, Nexi garantisce che i disservizi siano stati risolti e che tutto sia tornato alla normalità

Michele Iozzino

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3 comments

Prof. Massimo Sconvolto 16 Aprile 2022 - 1:09

Solo un paraculo per far sì che i cittadini lascino i contanti in banca a sua disposizione visto che i cittadini i titoli del debito pubblico li hanno sfanculati da un pezzo e sono rimaste solo le banche a comprarli con i soldi dei cittadini a loro insaputa, può pensare di eliminare il contante.

Basta ricordare che il mezzo più duraturo di archiviazione se ben custodito è la carta
https://www.press-release.it/la-carta-stampata-e-la-memoria-piu-duratura-e-intellegibile-della-storia-delluomo/

Ho trovato chiavette Kingston addirittura nate male, fateci voi un wallet di cripto spazzatura, io preferisco wallet classici 😛
https://bit.ly/3ro7S28

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fabio crociato 16 Aprile 2022 - 9:11

L’ esproprio dei mezzi di pagamento è una ulteriore porcata del capitalismo incontrollato e saccheggiatore.
Le conseguenze saranno ben altro che inconvenienti momentanei, voluti o non voluti.

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Prof. Massimo Sconvolto 25 Aprile 2022 - 9:26

Fabio, sta in noi evitarla.

E si può evitare togliendo i soldi dalle banche perfettamente legale e tutelato ex art. 47 Costituzione.

La Costituzione tutela il risparmio in ogni sua forma ergo anche quella del mio materasso.

Ogni normativa di grado inferiore alla costituzione che tenta di impedirmi di risparmiare come ci pare è Incostituzionale.

Purtroppo abbiamo una Consulta di paraculi che nega anche l’evidenza al momento. 🙁

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