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Roma, 21 set – Un autunno sconfortante prefigurato dallo spaventoso aumento delle bollette di luce e gas. Ma come se non bastassero queste ennesime mazzate per i cittadini italiani, ecco che a salire è pure il prezzo della benzina. Mai così alto dall’ottobre 2014, stando alle rivelazioni settimanali del ministero dell’Ambiente.



Difatti il prezzo medio della benzina verde, in modalità self, la scorsa settimana è stato di 1,670 euro al litro. Un rialzo di ben 8,58 centesimi che di fatto segna il massimo costo degli ultimi sette anni. A salire è pure il prezzo del diesel, in questo caso ai massimi dal mese di maggio del 2019: a media di 1,516 euro al litro.

Benzina mai così cara: aumenti spaventosi

“Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio – fa notare l’Unione nazionale consumatori – un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 46 cent per la benzina e di 9 euro e 88 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 15,9% e del 15%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 275 euro all’anno per la benzina e 237 euro per il gasolio. In un anno, dalla rilevazione del 21 settembre 2020, quando la benzina era pari a 1,389 euro al litro e il gasolio a 1,267 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 14 euro e 10 cent in più per la benzina e 12 euro e 46 cent in più per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 20,3% e del 19,7%. Un rincaro – dice l’associazione di categoria – che equivale, su base annua, a una mazzata pari a 338 euro all’anno per la benzina e a 299 euro per il gasolio“.

“Il governo riduca le accise”

Come per luce e gas preoccupa in particolare il trend, visto che di questo passo si rischia un continuo aumento del prezzo della benzina. Di qui l’appello dell’Unione consumatori: “Bisogna che il governo intervenga non solo su luce e gas, ma anche sul caro benzina, riducendo le accise sui carburanti. Altrimenti queste tre voci rischiano di far schizzare verso l’alto l’inflazione con ripercussioni sul potere d’acquisto delle famiglie e, di conseguenza, sui consumi”.

Alessandro Della Guglia



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