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Padoan apre la porta ai fondi sovrani esteri: l’Italia è in (s)vendita

Milano, 1 ott – Pier Carlo Padoan apre la porta, anzi il portone, agli investimenti esteri. L’occasione è il convegno International Forum of Sovereign Wealth Funds (IFSWF), evento organizzato dal Fondo strategico italiano che raccoglie i fondi sovrani di tutto il mondo.

Porte aperte ai fondi sovrani

“Il governo è aperto agli investimenti e impegnato ad aiutare in particolare gli investimenti di lungo termine nel nostro Paese“, ha detto il ministro dell’Economia, ospite d’onore al forum. “Ci sono – ha spiegato Padoan – nuove prospettive di crescita, una modernizzazione della struttura del capitale delle aziende e un processo di privatizzazione in corso”.


Padoan non si limita ad un generico invito, ma indica anche quali sono le concrete opportunità di investimento: “Ci sono nuove prospettive di crescita, una modernizzazione della struttura del capitale delle aziende e un processo di privatizzazione in corso”, come ad esempio le future cessioni sul mercato di Poste Italiane e Ferrovie dello Stato. Un menù alla carta in piena regola, che il ministro offre alle generose offerte straniere.

Come si muovono i fondi sovrani

Generose? Sì, ma anche non del tutto disinteressate. L’Ifswf raccoglie infatti fondi sovrani fra i più importanti. Anzitutto la Cina, che da anni sta costruendo una ragnatela che vede, negli ultimi tempi, l’Italia come bersaglio privilegiato: Cdp Reti (Snam e Terna) e Pirelli sono solo le ultime operazioni che vedono Pechino protagonista, senza considerare i rastrellamenti azionari nelle grandi realtò come Eni, Fca, Unicredit, Prysmian, Generali, Telecom Italia e Mediobanca, il (fu) salotto buono della finanza tricolore. Troviamo poi i fondi dei petrodollari del golfo, come Kuwait ed Emirati Arabi Uniti: il primo aveva già siglato a suo tempo un accordo con il governo Letta, mentre da Abu Dhabi è recentissima la conclusione dell’acquisto del 100% di Piaggio Aerospace.

Filippo Burla

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