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Roma, 17 apr – Nel 2020 tengono meglio (spesso anche di molto) del mercato, nonostante la pandemia. E ancora meglio fanno rispetto all’annus horribilis 2015, chiusosi con il segno meno davanti all’ultimo rigo (-3,5 miliardi) del bilancio “consolidato”. Se partecipate statali fossero un unico gruppo, quest’anno avrebbero portato a casa qualcosa come quasi 6 miliardi di utile netto. Staccandone una più che rispettabile quota alle casse dello Stato.

La pandemia, i lockdown, le restrizioni hanno colpito duro. Anche le aziende controllate dal ministero dell’Economia (o da Cassa Depositi e Prestiti), che riducono sensibilmente i margini. Se nel 2020 i bilanci parlavano di un utile complessivo pari a oltre 11 miliardi, possiamo dire che l’anno scorso si è praticamente dimezzato.

Il bilancio 2020 delle partecipate statali

A fare la parte del leone, in questo comprensibilissimo calo, sono soprattutto Eni, Saipem, Ferrovie e Fincantieri. Le prime, con un rosso pari rispettivamente a -742 (risultato netto adjusted, al netto quindi di oneri non ricorrenti) e -268 milioni, scontano il tracollo del prezzo del petrolio (finito ad un certo punto addirittura in territorio negativo). La seconda, che lascia sul terreno oltre mezzo miliardo, paga invece le misure di confinamento che hanno ridotto al lumicino il numero di passeggeri sulle strade ferrate, alta velocità inclusa. Meno d’impatto, ma comunque rilevanti, i 250 milioni di rosso segnati da Fincantieri.

A più che parziale compensazione troviamo l’ottimo risultato di Enel, i cui utili sono in crescita del 20% da 2,17 a 2,61 miliardi. Aumenti, non in doppia cifra, anche per Snam, StMicroelectronics e Terna. Stabili invece Poste Italiane (1,2 miliardi), Italgas e Sace Simest. In leggo calo Leonardo, che toccando quota +240 milioni rimane comunque in attivo. Manca ancora all’appello Enav, che approverà il bilancio a fine mese.

Ricchi dividendi

Anche se alcune delle partecipate statali hanno drasticamente rivisto la politica di remunerazione degli azionisti (è il caso di Eni), i dividendi rimarranno molto generosi. Sia pur, ovviamente, in calo. Se nel 2019 erano stati devoluti al socio di riferimento – lo Stato detiene quote variabili, comunque di controllo – cedole per quasi 2,5 miliardi, nell’anno in corso l’ammontare sarà più contenuto: possiamo ipotizzare almeno un miliardo di euro destinati alle casse pubbliche. Una boccata d’aria fresca, certo non risolutiva. Comunque necessaria.

Filippo Burla

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4 Commenti

  1. Partecipate, escamotage italiano per esaudire direttive europee ma statali di fatto. Perdite costanti,fusioni ripetute e iniezioni di liquidità statali nonostante il monopolio evidente e ineluttabile ecc., stiamo scherzando? Quando privatizzeremo (mai…ma prima o poi Grecia docet) all’anglosassone o seguiremo gli esempi di svizzera e nazioni nordeuropee sul concetto di Stato ,possiamo riparlarne. Siamo seri ,per cortesia.

  2. tutte le aziende strategiche…
    DEVONO restare in mano allo stato italiano per almeno il 51%
    e il 49% deve essere distribuito sotto forma di azionariato estremamente diffuso
    (max 1 milionesimo a persona fisica,esclusivamente a cittadini italiani residenti in italia)
    solo così il controllo delle aziende,servizi e infrastrutture vitali restano per un paese non finisce in mani estere….
    e la ricchezza prodotta rimane in italia:
    risparmiata,investita o spesa qui e non sprecata in giro per il mondo,impoverendo il nostro paese.

    ma non solo i settori strategici:
    è ora di rifondare qualcosa di simile all’IRI:
    un fondo sovrano riservato come sopra (51% stato,49% cittadini italiani)
    in cui far confluire non soltanto le aziende strategiche,
    ma TUTTE le aziende italiane (redditizie e NON decotte)
    quando vengono messe sul mercato.

    NON esiste che i nostri grandi marchi alimentari finiscano in mani straniere,
    non esiste che aziende famose nei servizi,nell’industria,nella moda
    nella ricerca,nelle infrastrutture,
    nei trasporti,
    nella siderurgia,
    nella carpenteria pesante….
    ci vengano pian piano svendute e portate via sotto il naso
    delocalizzando e perdendo costantemente ricchezza e posti di lavoro in italia
    solo perchè gli
    perchè gli eredi degli industriali che hanno fatto grande l’italia sono
    più inutili di un coniglio in umido…
    e della voglia di primeggiare dei loro nonni e genitori non hanno più nemmeno il ricordo:

    ———–
    Emilio Pucci (Francia)

    Fiat Ferroviaria (Francia)

    Algida (multinazionale Olanda)

    Bottega Veneta (Francia)

    Fendi (Francia)

    Peroni (Inglese,Sudafrica dal 2016 Giappone)

    Sps Italiana Pack Systems (Usa)

    Acciaierie Lucchini (Russia)

    Benelli (Cina)

    Carapelli Sasso e Bertolli (Spagna)

    Galbani (Francia)

    Osvaldo Cariboni (Francia)

    Fiat Avio (divisione FIAT per il settore aerospaziale) (Usa, Inghilterra)

    Fastweb (Svizzera, aveva già parte delle azioni dal 2007)

    Belfe (Sud Corea)

    Lario (Sud Corea)

    Boschetti alimentare (confetture) (Francia)

    Gancia (Russia)

    Fiorucci (salumi) (Spagna)

    Parmalat (Francia)

    Bulgari (Francia)

    Brioni (Francia)

    Wind (Russia. Prima Egitto)

    Edison (Francia)

    Mandarina Duck Sud Corea)

    Loquendo Usa)

    Eridania (Francia)

    Star (Spagna)Controlla i marchi RisoChef, Pummarò, Sogni d’Oro, GranRagù Star, Orzo Bimbo ed Olita

    Ducati (Germania)

    Eskigel gelati (Ucraina)

    Valentino (Qtar)

    Ferretti (nautica) (Cina)

    AR Pelati ( pomodori) (Giappoe)

    Coccinelle (Sud Corea)

    Sixty (Cina)

    Richard Ginori (venduta a Gucci (Francia)

    Loro Piana (Francia)

    Pernigotti (Turchia)

    Chianti Gallo Nero Docg (Cina)

    Pomellato (Spagna 25%)

    Scotti Oro (Francia)

    Indesit (Usa)

    Pirelli (Cina 25%)

    Lucio Garofalo pastificio (spagna 52%)

    Krizia (Cina)

    Versace ((Usa 20%)

    Poltrona Frau (America)

    Editrice Giochi (Canada)

    Pininfarina (India)

    Grom, il “gelato più buono del mondo” (Olanda)

    Magneti Marelli (Giappone)

    Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori (Ntv) (Usa)

    Acetum Spa aceto balsamico di Modena igp (Inghilterra 20%)

    Buccellati (Cina)

    Brunello di Montalcino (Francia soci di maggioranza)

    Italcementi (Germania 45%)

    World Duty Free (Benetton) (Svizzera 50,1%)

    Ansaldo Breda produzione di treni ad alta velocità (Giappone)
    ———–
    queste sono solo ALCUNE delle più note…
    e solo negli ultimi dieci anni.

    SVEGLIAMOCI,UNA BUONA VOLTA!!!!
    o ci porteranno via tutto.

    come cittadino italiano…
    e come azionista enel,terna,snam,eni,
    CHIEDO UFFICIALMENTE AL GOVERNO,CHE
    ISTITUISCA UN FONDO SOVRANO,riservato a stato e cittadini italiani,come sopra detto:
    ossia accorpi al suo interno tutte le aziende strategiche,e compri con una parte dei
    rendimenti o delle tasse,
    TUTTE tutte le aziende
    valide (italiane e non) che vengono messe sul mercato:
    dopodiche emetta quote azionarie pari al 49%
    dello stesso….
    riservate ESCLUSIVAMENTE A CITTADINI ITALIANI QUI RESIDENTI,
    ed eroghi dei dividendi cumulativi agli azionisti,dai ricavi delle aziende che lo compongono….
    similmente a quello che si fa oggi,con enel e terna.

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