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Piano Riforme GreciaBruxelles, 24 feb – Dopo l’accordo raggiunto, la Grecia ha consegnato all’Eurogruppo il primo piano di riforme necessario per ottenere la proroga di quattro mesi al piano di aiuti. La lista di interventi promessi dall’esecutivo ellenico è articolata in quattro punti, consegnati nella notte. Non contiene al momento indicazioni numeriche sulle cifre in ballo, ma è comunque un passaggio per la revisione globale del fu “Memorandum” siglato con l’allora Troika.

Dal lato delle uscite, Atene si impegna a ridurre il numero dei ministeri da 16 a 10, stringere sulle consulenze esterne e togliere o ridurre numerosi benefit attualmente accordati quali auto blu e fondi per i partiti politici. Nonostante la “crisi umanitaria” denunciata da Tsipras, le misure sociali si limitano per ora a generiche dichiarazioni d’intenti. Fra queste la revisione della politica su un cavallo di battaglia della campagna elettorale e cioé il salario minimo garantito, che verrà esteso solo previa consultazione dell’Ue e a patto di “non avere effetti fiscali”, si legge nel documento.

Per quanto riguarda invece le entrate, si rafforza l’impegno a non uscire dal solo già tracciato. Le privatizzazioni avviate saranno quindi concluse, mentre su quelle già andate in porto il governo promette di non fare marcia indietro. Sono poi previste misure aggiuntive per la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale.

In merito alle riforme strutturali, in ultimo, Tsipras e Varoufakis promettono una nuova complessiva legislazione sul lavoro al fine di allinearsi alle “best practice” degli altri paesi dell’Unione, da valutare con il sostegno anche dell’Ocse. E’ inoltre assicurata, “per rimuovere le barriere alla concorrenza”, una revisione delle politiche di mercato, fra cui ad esempio l’allineamento della regolamentazione nazionale dei settori gas ed energia a quella comunitaria.

Filippo Burla

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