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ITALIANIEUROPEI: CONVEGNO SULLE POLITICHE PER LE PMIRoma, 22 dic – L’anno a venire sarà decisivo per la dismissione delle quote di aziende ancora in mano pubblica. Ad affermarlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Intervistato dal Tg1 sul tema della legge di stabilità recentemente approvata, il titolare del dicastero di via XX Settembre ha spiegato che «Le privatizzazioni vanno avanti e coinvolgono varie imprese partecipate». Prima in lista sarebbe Enel, per la quale «le operazioni saranno a breve». La cessione di una parte del 31% circa direttamente posseduto dallo Stato doveva avvenire entro l’anno, ma gli attuali valori di borsa hanno fatto slittare la vendita. Seguono poi Poste Italiane e Ferrovie dello Stato, accanto ad Enav.

I motivi dell’accelerazione sono presto detti: «Le privatizzazioni servono a due cose: naturalmente risorse per l’abbattimento del debito, ma anche e direi soprattutto esposizione al mercato e quindi maggiore efficienza nella fornitura dei servizi».

Con le operazioni che coinvolgono le aziende citate si puntano a raccogliere almeno 10 miliardi. Ammesso e non concesso che non si replichi la magra figura fatta con la quotazione di Fincantieri (guadagno netto per le casse dell’erario: zero), sul totale di 2200 miliardi di debito pubblico attualmente in circolazione i 10 suddetti implicherebbero una riduzione pari allo 0.0045% del totale.

Una strada, quella tracciata dal ministro, già percorsa nel recente passato e che non ha storicamente prodotto più che qualche scarso effetto. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. In specie se gli addendi comprendono la rinuncia a quote di utili che negli anni hanno garantito ossigeno alle magre finanze pubbliche.

Filippo Burla

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