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Martin SCHULZ, EP President, Alexis TSIPRASBruxelles, 19 feb – Giorni di febbrili trattative per un risultato apparso, sin dall’inizio, quasi scontato. Troppo vicina per la Grecia la scadenza del 28 febbraio, limite oltre il quale le finanze di Atene rischiano, senza accordo, di saltare. Così, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis chiederà l’estensione, per altri sei mesi, del programma di aiuti.

“La Grecia, in quando membro dell’eurozona, è impegnata alla ricerca di una soluzione condivisa fra i partner, con l’obiettivo di rafforzare la nostra unione monetaria”. Così aveva esordito Varoufakis alla prima riunione dell’eurogruppo, dopo il quale i toni si erano fatti -forse solo all’apparenza– elevati.

Nel dibattito in corso è intervenuto anche Jack Lew, segretario americano al Tesoro, che ha fatto pressioni sul suo omologo greco perché si giungesse ad un accordo rapido. “L’incertezza non è una cosa buona per l’Europa”, ha spiegato. L’intervento sembra aver sortito un qualche effetto, se alla fine sembra essersi convinto anche Tsipras: “Siamo a un punto cruciale, con questi negoziati abbiamo inviato delle proposte e ci auguriamo di superare l’ostacolo”.

L’accordo che verrà proposto è, al momento, un modo per prendere del margine: “La via è quella di un’estensione del programma di aiuto in corso, poi ci sarà la flessibilità per discutere le condizioni”, ha spiegato Vladis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue. I prestiti per puntellare le finanze di Atene quindi ci saranno, ma per Bruxelles dovranno partire dall’attuale programma di austerità e solo successivamente trattare su eventuali aggiustamenti. Sei mesi di tempo, poi si vedrà: la presunta rivoluzione di Tsipras sembra rischiare il naufragio già al primo scoglio.

Filippo Burla

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