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Pensioni di reversibilità per le unioni civili: mazzata da 125 milioni alle casse Inps

by Filippo Burla
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Inps reversibilitàRoma, 14 mag – Andremo in pensione a 70 anni ma ci andremo tutti, con la reversibilità estesa anche alle coppie omosessuali. Ne è sicuro il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che all’indomani dell’approvazione della legge sulle unioni civili cerca di fare qualche conto in tasca all’istituto: “C’è sicuramente un aggravio di costi‎ per il sistema, ma non dell’entità che è stata spesso paventata. Abbiamo fornito alcuni elementi di valutazione alla commissione parlamentare e i costi non si sono rivelati così elevati e sono sostenibili”.

Boeri parla di un impatto sui conti “inevitabile, ma nell’ordine di qualche centinaio di milioni, quindi sostenibile”. A quanto ammonterebbe l’aggravio? A regime si parla di almeno 125 milioni. E’ vero che tale somma si raggiungerà solo fra qualche tempo, ma nel mentre? Nella relazione tecnica allegata al ddl Cirinnà sono indicate le coperture, che però assommano a poche decine di milioni. E solo una parte di queste sono destinate a finanziare la reversibilità: 100mila euro per il 2016 e via via crescendo fino a 6.1 milioni nel 2025, per un totale di 25.3 milioni in dieci anni. Qualora le cifre di cui parla Boeri fossero veritiere, significa che mancherebbero all’appello quasi 120 milioni ogni anno.

La flemma di Boeri, solitamente più catastrofico nelle sue previsioni, è sospetta. Qualche taglio probabilmente servirà per riequilibrare le casse dell’Inps che già ora non godono di buona salute. E dove verranno effettuati? Fare i difficili sulla reversibilità alle coppie dello stesso sesso rischia di esporre ad accuse particolarmente in voga di questi tempi. Escludendo un aumento della dotazione governativa, da parte sua alle prese con la riduzione del debito ed una ripresa che ripresa non è, l’unica opzione resta quella dei vasi comunicanti: se le risorse son quelle che sono, uno spostamento rende necessariamente una delle parte più povera di prima. Con buona pace della manfrina per cui concedere un diritto a qualcuno non toglierebbe nulla agli altri.

Filippo Burla

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