Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 18 lug – E’ bufera sulle frasi pronunciate da Laura Castelli, viceministro 5 Stelle dell’Economia. “I ristoratori non ce fa fanno? Cambino lavoro”. Questa la sintesi un po’ brutale di quanto pronunciato dalla grillina ieri sera al Tg2 Post. Per dovere di cronaca riportiamo fedelmente il passaggio incriminato: “Le persone hanno cambiato abitudine e bisogna aiutare gli imprenditori creativi a muoversi sui nuovi business. Se una persona non si siede più al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare magari un’altra attività, a non perdere l’occupazione, va sostenuto magari nella sua creatività”. I toni sono più sfumati, ma il senso appare chiaro: le persone non vanno più al ristorante a causa dell’emergenza sanitaria? Bisogna cambiare attività.

L’intervento della Castelli

La Meloni: “Sono senza parole”

Magari a cambiare lavoro o a reinventarsi qualche ristoratore sicuramente ci starà anche pensando, chi magari è in grado di farlo, ma suona decisamente inaccettabile se a dirlo è un esponente del governo, la cui principale preoccupazione dovrebbe essere quella di sostenere un settore in crisi, aiutare ristoratori e operatori del turismo in genere a superare il momento. Come si può pensare di dire “trovatevi un altro lavoro”? Sulla vicenda è intervenuta una furente Giorgia Meloni: “Dopo aver massacrato il settore dell’ospitalità con divieti e regole assurde e aver multato gli esercenti che scendevano in piazza perché chiedevano aiuto, l’ultima trovata del Governo giallorosso arriva dalla grillina Castelli: i ristoratori che non hanno più clienti devono cambiare lavoro. Sono senza parole. Sarebbe questa la gente che dovrebbe aiutare l’Italia a ripartire?”. 

Trancassini: “Dovrebbe essere la Castelli a cambiare lavoro”

Ancora più duro sull’argomento Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e proprietario de “La Campana”, il ristorante più antico di Roma (aperto addirittura nel 1518): “Ascoltare il viceministro Laura Castelli consigliare ai ristoratori, me compreso, di cambiare mestiere lascia increduli e genera rabbia in ognuno di noi. Sorprende la superficialità dell’approccio ad un tema così drammatico, che ricordo alla `ignorante´ rappresentante del Governo, riguarda non pochi ristoratori ma migliaia di posti di lavoro legati all’enorme filiera della ristorazione: cuochi, camerieri, commercianti, agricoltori, artigiani, etc. Dovrebbero tutti cambiare mestiere solo perché un governo di incapaci si arrende davanti alla crisi del settore e con una presunzione inaccettabile resta sordo alle proposte concrete per affrontare questa problematica. No viceministro Castelli, io non cambio mestiere, lo cambi lei così da regalarci almeno una speranza”.

Davide Romano

14 Commenti

    • Un vice ministro della economia che applica il termine creatività (economica?), per spronare professionisti alla canna del gas nella economia alimentare, oltre che apparire vile, ma cosa ha mangiato in passato?! Pane e volpe? Il suo curriculum vitae la dice lunga: tutto e niente e pure a scoppio ritardato. Le soluzioni da proporre sono tutto meno che “creative”! Dal ritorno a mense, a trattorie vecchia maniera, a menù brevi e realmente stagionali, ad alimentazione per gruppo sanguigno…, fino al pagamento di gabelle compatibili con la realtà! E’ pressoché impossibile passare da una professionalità ad una altra in poco tempo, se non ci si chiama Laura Castelli ! Vero? Vice ministro…, robe da matti…

  1. L’unica frase accettabile e tollerabile , risulterebbe, nei confronti di tale persona,assai ingiuriosa per cui mi astengo ………. È proprio vero,noi italiani facciamo schifo ai piddogrillini………… meglio farci morire di fame e sostituirci con gli africani……… oramai è chiaro il teorema.

  2. e chi ci va piu’ al ristorante fossi matto ! oltre a bruciori di stomaco e mal di testa anche lo virusse ,cambiate lavoro sti cxxi!

  3. E’ un fatto che i penta-stellati/nariciuti hanno la mentalità del piccolo tecnocrate dirigista cui si prospetta un futuro di connessioni telematiche in comune fra uomini, robot e “cose” varie.

    Secondo la Castelli Tipo o il Toninelli Medio, un vero Ristoratore innovativo, “creativo”, rivolto al futuro (e sostenibile, ovviamente), anziché star lì a rimpiangere il suo prospero locale, ormai svuotato da inaudite restrizioni sanitarie senza fine, dovrebbe mettersi al computer, organizzare un bel Portale-Ristorante virtuale, lanciare una chat di promozione, raccogliere le ordinazioni da remoto, cucinare dal vivo (magari con le webcam che diffondono in rete i tegami succulenti e i piatti colmi di delizie), infine confezionare le porzioni e spedirle a domicilio degli “avventori” socialmente distanziatissimi tramite i Corrieri Corsari Ciclomuniti.

    Quella gente è fatta così. Sono due mesi che l’epidemia è clinicamente esaurita, ma si continua a terrorizzare la popolazione col dire che bisogna convivere col Virus, che niente sarà più come prima, che si devono cambiare costumi e stili di vita… ecc. ecc.

    Nel 1957 ci fu l’epidemia di Asiatica. Anche allora trentamila morti in Italia, ma nessuno si sognò mai di chiudere la gente in casa, di instaurare il Terrore Sanitario e di spegnere Scuole, Imprese e Lavoro.

    Altri tempi, certo; altra gente, altra Politica, altri Ministri. Eravamo determinati, vogliosi di crescere, di costruire, di sviluppare, avviati al Boom economico. I nostri nonni, i nostri padri…

    Altro che Decrescita Mortifera…

    • Ottimo commento, il boom economico… oggi aconfronto è fantascienza distopica. Nelle scuole non stanno facendo nulla, neppure organizzare qualcosa, uno stipendificio.

Commenta