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Salvataggio Monte Paschi, partiti divisi dopo la rottura della trattativa Mef-Unicredit

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 25 ott – Dopo la rottura della trattativa tra Mef e Unicredit per la cessione di Monte Paschi è scontro tra i partiti, con la Lega che accusa il Pd. In una nota congiunta il Tesoro e la banca di piazza Gae Aulenti annunciano “l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca Monte dei Paschi di Siena”. “Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti”. Non sono bastati tre mesi di trattative a far trovare la quadra di un’operazione complicata. Ora i partiti della maggioranza si scornano sulle due alternative possibili per il futuro di Mps. Continuare con la gestione pubblica o rimettersi immediatamente al mercato.

Salvataggio Monte Paschi, fallisce la trattativa Mef-Unicredit

Dopo il fallimento della trattativa per il salvataggio di Mps, “ora, da una parte, c’è bisogno di avere più tempo nel rapporto con l’Europa. E dall’altra di avere più opzioni in campo. Credo che ci siano le possibilità di farlo. Da adesso in poi sono sicuro che ci saranno più opzioni”, dice convinto il segretario del Pd Enrico Letta. Anche perché, aggiunge il leader dem, “ho l’impressione che Unicredit pensasse di partecipare a una svendita. E invece il ministro del Tesoro è stato corretto, aveva preso impegni di valorizzazione del grande patrimonio di esperienza e legame con il territorio che lì dentro c’è. Parliamo del marchio più antico di banca che c’è nel mondo”. Il governatore Pd della Toscana Eugenio Giani invece esulta per il fallimento della trattativa. “Il Monte dei Paschi di Siena ce la può fare, senza dover essere incorporato in altra banca. Oggi ci giunge la notizia positiva della interruzione della trattativa Unicredit-Mef”. Giani auspica “un aumento di capitale, anche un percorso che dia autonomia al Monte, mantenimento del ruolo in Toscana. Ma soprattutto mantenimento del brand e dell’occupazione”.

Salvini contro Letta: “Mesi, anni, miliardi e posti di lavoro persi per colpa del Partito democratico”

A scagliarsi contro il Pd è la Lega – già ai ferri corti sul fronte pensioni –, che attribuisce ai dem la responsabilità della situazione che si è creata a Siena. “Che soluzione propone l’onorevole Letta, eletto pochi giorni fa proprio a Siena? Mesi, anni, miliardi e posti di lavoro persi per colpa del Partito democratico“, è l’accusa di Matteo Salvini. In allarme anche Italia Viva, che chiede al governo di riferire in Parlamento. “Il ministro dell’Economia e Finanze, o il direttore generale del Tesoro, vengano prontamente a riferire presso le commissioni Finanze di Camera e Senato in merito alla situazione Mps e alle sue prospettive future”. Così in una nota Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze della Camera, e Luciano D’Alfonso, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Il M5S è in linea con il Pd. “Il ministro Franco chieda una proroga all’Unione europea e convochi non una sola, ma le maggiori banche italiane per individuare una via che preservi il marchio e il futuro dei lavoratori”. Così Davide Zanichelli, componente pentastellato della commissione Finanze della Camera. Una soluzione, sottolinea però Zanichelli, “che non abbia Unicredit come primo partner perché gli imbarazzi sarebbero inevitabili. Un imbarazzo internazionale che l’Italia non può permettersi”. A sinistra invece si preme per un salvataggio pubblico, con Stefano Fassina di LeU che chiede al governo di confrontarsi con il Parlamento su “soluzioni alternative alla privatizzazione di Mps“.

La trattativa Tesoro-Unicredit

A fine luglio Unicredit aveva accettato di avviare trattative esclusive per l’acquisto di “alcuni asset selezionati” di Mps controllata dal Mef con una quota pari al 64,2%. Tuttavia, il governo ha ritenuto eccessiva la richiesta di Unicredit di una ricapitalizzazione di oltre 7 miliardi di euro. Perché renderebbe l’operazione “troppo punitiva” per i contribuenti italiani. Alla fine le parti hanno concluso che è impossibile raggiungere un accordo sulla base delle condizioni fissate a luglio. Ossia l’acquisizione di “asset selezionati” del Monte dei Paschi per aumentare l’utile per azione di Unicredit del 10% e lasciare inalterato il suo capitale. Lo scorso agosto il ministro dell’Economia Daniele Franco aveva auspicato un esito favorevole dell’operazione spiegando tuttavia che “non chiuderemo ad ogni costo”. “Proporremo un pacchetto finale solo se saremo convinti che il pacchetto sarà adeguato”. Così il ministro di fronte alle commissioni Finanze di Camera e Senato. Escludendo però che la banca potesse farcela da sola, senza essere incorporata.

I titoli bancari giù in Borsa

A sentire Morgan Stanley, ora “l’Italia dovrà cercare una proroga” dalla Ue “per la vendita di Mps“. Gli analisti della banca d’affari Usa ritengono che ora Mps debba adottare “misure per affrontare i suoi problemi. E cioè i rischi legali, il capitale e gli alti costi”. Il tutto andando “avanti con l’aumento di capitale da 2-2,5 miliardi di euro“. Nel complesso gli analisti prevedono che il fallimento della trattativa abbia un effetto “negativo” in Borsa per Mps e “leggermente negativo” per Unicredit. E in effetti in apertura il titolo di Monte Paschi ha ceduto fino al 4,8%. Più contenuta la perdita della banca di piazza Gae Aulenti: 1,3%. Andamento positivo invece per Banco Bpm (+3,3%), indicata dagli analisti come la possibile preda di Unicredit dopo lo stop con la banca senese.

Adolfo Spezzaferro

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