New house and money
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Roma, 19 set – Addio alla portabilità e all’estinzione anticipata dei mutui, se non a condizioni assai gravose? L’Unione Europea ci sta seriamente pensando.

Facciamo un passo indietro: la legge Bersani del 2007 aveva introdotto, fra le altre novità, la portabilità dei mutui. Ciò significava che il sottoscritto del mutuo poteva (e può ancora) interrompere il contratto con un istituto e ri-iniziarlo con un altro, laddove le condizioni fossero più vantaggiose. Il passaggio del mutuo era possibile anche prima di quell’anno, ma le condizioni e le spese da affrontare erano tali da non rendere agevole la cosa. Inoltre, sempre da quell’anno erano state eliminate le penali previste per il rimborso anticipato.


Ad otto anni – e questo la dice lunga sull’elefantismo di Bruxelles, tempi così lunghi non si registrano forse neanche nella peggior sezione civile di corte – dalla decreto a firma dell’ex segretario del Pd, l’Ue sta infatti cercando di imporre al governo italiano di fissare alcuni paletti. E di farlo in fretta: entro la prossima primavera.

Cambia tutto? Forse, perché – neanche a dirlo – il modello preso dall’Unione è quello tedesco, che prevede un vincolo minimo decennale con l’istituto bancario, senza la possibilità in questi primi anni di chiedere la surroga del mutuo. Salvo ritornare alle penali, con conseguenti aggravi nell’ordine anche delle migliaia di euro.

“Prosegue la situazione di allerta circa il rischio che vengano reintrodotte le penali per l’estinzione anticipata di un mutuo”, mettono in guardia Federconsumatori e Adusbef. “Il governo tenta di addolcire la pillola – continua il comunicato delle due associazioni – non chiamandole più penali, ma inventando una formula forbita che non cambia, però, la sostanza: indennizzi equi ed obiettivi. Semanticamente parlando si tratta di una doppia beffa: equi ed obiettivi per chi? Ma soprattutto, secondo quale improbabile logica la banca dovrebbe ottenere un indennizzo perchè riceve indietro dei soldi che ha anticipato? Un’assurdità, che rivela una chiara, costante e malcelata volontà di favorire il sistema bancario”.

Filippo Burla

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