Il tema della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, in Italia, è drammaticamente ai primi posti delle cronache. Ogni giorno avviene almeno una “morte bianca”, con numeri che aggregati ci parlano di una guerra non dichiarata che si sta combattendo nel nostro Paese.

Eppure questo dato non è ineluttabile. Non morire sul lavoro si può e si deve, così come non infortunarsi o sviluppare una malattia professionale. La strada per raggiungere questo risultato passa attraverso il rispetto della legge e delle buone prassi.

Il Testo unico sulla sicurezza

Il decreto legislativo 81 del 2008 – il cosiddetto Testo unico sulla sicurezza – ha compiuto ormai quattordici anni, arricchito nel corso del tempo di integrazioni e modifiche. Si tratta della norma di riferimento che ogni datore deve applicare sul luogo di lavoro.

Il T.U. delinea il mondo della prevenzione e funziona da asse portante della macchina della sicurezza. Il mosaico è piuttosto esteso, e indubbiamente per un datore di lavoro è difficile se non impossibile applicarlo senza l’aiuto di un consulente e di figure professionali che integrano la sicurezza in modo organico nei processi aziendali.

Prevenire è meglio che curare

Un’azienda che si affidi ad una società di consulenza per la sicurezza sul lavoro organizzata, potrà capire tutti i benefici della prevenzione. Una corretta organizzazione del lavoro, l’applicazione delle prescrizioni di legge e delle buone prassi, la predisposizione di luoghi di lavoro sicuri sono tutti fattori che hanno un ritorno certo per l’azienda.

Nella protezione dei lavoratori e della loro salute, infatti, il datore di lavoro potrà godere anche di vantaggi economici (non solo per la mancanza di sanzioni e procedimenti, ma anche per i premi previsti a livello fiscale e i risparmi dovuti all’ottimizzazione dell’attività) e organizzativi. Sarà tutto il processo di lavoro dell’azienda a godere del processo virtuoso, così da far diventare la sicurezza non solo un dovere, ma una vera opportunità per l’azienda.

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