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Fondo monetario imf fmiRoma, 20 gen – In principio fu Banca d’Italia a tagliare le previsioni sulla crescita del Pil 2015, portandole dal +1.3% ad un più modesto +0.4%. A stretto giro di posta arriva la conferma anche da parte del Fondo Monetario Internazionale, che delinea un quadro sempre a tinte fosche.

Secondo uno studio dell’istituto guidato da Christine Lagarde, per quest’anno infatti l’Italia aggancerà sì la crescita, ma questa si attesterà ad un +0,4% (corrispondente quindi alla stima di via Nazionale) rispetto al +0.8% previsto solo pochi mesi fa. “La revisione al ribasso riflette la rivalutazione delle prospettive di Cina, Russia, dell’area euro e del Giappone, ma anche l’attività più debole dei maggiori esportatori di petrolio in seguito al calo dei prezzi del greggio”, si legge nel documento. “La crescita globale riceverà una spinta dal calo dei prezzi del petrolio”, spinta che sarà tuttavia in parte ridimensionata da alcuni fattori di segno negativo, tra cui “ la debolezza degli investimenti in adeguamento alle ridotte attese di crescita sul medio termine in diverse economie avanzate ed emergenti”.

Il taglio delle aspettative riguarda non solo l’Italia, ma anche l’Europa e l’economia globale nel suo complesso. La Germania crescerà meno del previsto, attorno all’1%, la Francia scende invece sotto la soglia del punto percentuale e la Russia scivolerà in conclamata recessione. Unica eccezione gli Stati Uniti.

La debole dinamica mondiale non è un’attenuante per l’Italia, che si conferma fanalino di coda. L’allineamento al ribasso non riguarda tuttavia solo quest’anno ma, sullo sfondo dello stato di debolezza dell’area euro, pure il successivo: anche per il 2016 le stime sono state riviste all’ingiù di mezzo punto percentuale, dal +1.3% al +0.8%.

Filippo Burla

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