Il Primato Nazionale mensile in edicola

Foto Stock - BancheRoma, 8 feb – Il ministero dell’Economia, con il supporto della Banca d’Italia, sta valutando l’opportunità di fornire forme di assistenza pubblica per le sofferenze bancarie. Sono allo studio “metodi di gestione dei crediti in sofferenza” nell’ottica di creare una sorta di bad bank nella quale far confluire i crediti incagliati degli istituti nazionali.

Da via XX Settembre non trapelano specifiche tecniche sull’operazione, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe “riesumare” la Sga (Società di gestione dell’attivo) creata a fine anni novanta per il salvataggio del Banco di Napoli. Alla società veicolo parteciperebbero, insieme al ministero, anche Cassa depositi e prestiti e Banda d’Italia. Il governatore dell’istituto centrale, Ignazio Visco, si è detto favorevole all’ipotesi, reputando lo strumento utile a patto che preveda “il pieno coinvolgimento delle banche nei costi dell’operazione” nonché “un’adeguata remunerazione del sostegno pubblico”.

La creazione di una bad bank in aiuto al sistema bancario è già realtà in numerosi paesi europei fra quelli più colpiti dalla crisi, come Irlanda e Spagna. In quest’ultimo caso la Banca centrale si è fatta carico delle attività deteriorate, in media, con uno sconto del 40%. Anche nella più solida Germania esistono esempi in tal senso.

Secondo uno studio firmato da Morgan Stanley e diffuso nella giornata di ieri, a beneficiare dall’operazione sarebbero, principalmente, Monte dei paschi di Siena e Banco Popolare.

Filippo Burla

Commenta