Roma, 9 ago – E’ entrato in vigore oggi il piano Ue che prevede la riduzione del gas del 15% nei Paesi membri. “Considerato il pericolo imminente per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas causato dall’aggressione militare russa contro l’Ucraina, questo regolamento dovrebbe entrare in vigore con urgenza”, è riportato nel testo pubblicato ieri nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’obiettivo, sulla carta, è quello di riempire le riserve di gas per essere in grado di affrontare il prossimo inverno.

Taglio del gas, cosa prevede il piano Ue

A fine luglio gli Stati membri hanno accettato questo cosiddetto “piano per salvare l’inverno”, pensato dalla Commissione europea per l’emergenza gas a causa della guerra in Ucraina, alle conseguenti sanzioni alla Russia e ai successivi, altalenanti, tagli delle forniture attuate da Mosca. E’ bene però specificare che il piano europeo prevede un taglio volontario (obbligatorio se viene dichiarata l’allerta nel caso di emergenza energetica) del 15% dei consumi fino al 31 marzo 2023 rispetto alla media degli ultimi cinque anni nello stesso periodo. Al contempo sono però previste diverse deroghe, come richiesto e ottenuto da alcuni Paesi membri. Spieghiamo allora cosa succede adesso (e può succedere in futuro) in Italia.

L’Ue taglia il gas del 15%. Cosa succede in Italia

Specifiche deroghe sono state concesse alle nazioni con poche interconnessioni (le isole, ovvero Malta, Irlanda e Cipro; nonché Portogallo e Spagna), a quelle fortemente legate alla rete elettrica russa (i Paesi Baltici), ma anche a quelli che usano il fossile per la produzione di energia elettrica. E ancora: a chi riempie gli stoccaggi che potrebbero rivelarsi utili ad altri Paesi membri. Vi sono poi speciali esenzioni per alcune industrie considerate critiche. Insomma, un bel ginepraio, molta confusione e applicazione del piano piuttosto complicata.

Per quanto riguarda l’Italia, si prevede una riduzione dei consumi non del 15% ma del 7%. Una riduzione, come visto, al momento volontaria. L’obbligo potrebbe però scattare in caso di dichiarazione d’allerta Ue, in casi di grave carenza di gas in seguito ad esempio allo stop totale delle forniture sinora assicurate dalla Russia.

Alessandro Della Guglia

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