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Danni da vaccino, il Canada paga 3 milioni per 50 casi: ma gli eventi gravi sono più di 10mila

by Cristina Gauri
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Roma, 26 dic — Due milioni e settecentomila dollari: è la cifra che il Canada ha sborsato per evadere 50 richieste di risarcimento danni da eventi avversi gravi insorti dopo l’inoculazione del vaccino anti-Covid. Incredibile ma vero, il governo di Trudeau — lo stesso che un anno fa bloccava i conti dei camionisti che protestavano contro l’obbligo vaccinale — ora inizia a dare riscontri a coloro che si sono «fidati della scienza» mettendosi nelle mani delle case farmaceutiche (chi obbligato, chi di sua sponte) e finendo danneggiati a vita.

Il Canada inizia a risarcire i danni gravi da vaccino

Quei cinquanta casi risarciti rappresentano comunque la punta dell’iceberg: secondo quanto riportato stamattina dalla Verità, la Public health agency of Canada (Phac), ha reso nota l’esistenza di «52.203 problemi post vaccino, 10.300 dei quali gravi». Più nello specifico, una persona su 10.000 ha sofferto di una reazione al vaccino «con interessamento neurologico, ricovero ospedaliero, postumi permanenti».

Il resto del mondo fa orecchie da mercante 

Se in Canada inizia a muoversi qualcosa, gli Usa di Biden fanno ancora orecchie da mercante con solo 12 richieste di risarcimento danni al primo dicembre 2022, mentre nel Regno Unito si ha notizia della discussione di un disegno di legge presentato dai conservatori che preveda l’obbligo di assistenza finanziaria di chi ha subito disabilità dopo essersi vaccinato contro il Covid. Nel frattempo il governo corrisponde una tantum una somma di 120mila sterline (circa 136mila euro) per ogni cittadino che abbia presentato effetti avversi gravi a seguito dell’inoculazione.

Italia fanalino di coda

L’Italia rappresenta il triste fanalino di coda in un panorama internazionale già di per sé sconfortante. Una situazione aggravata sia dalla lentezza nel fornire i dati della farmacovigilanza (i rapporti Aifa sono vergognosamente fermi a settembre 2022), sia per la cappa semiomertosa di silenzio che circonda il riconoscimento degli effetti avversi, quando non si arriva addirittura a stigmatizzare e marginalizzare chi chiede aiuto dopo aver manifestato danni da vaccino, accusandolo di alimentare la «narrativa no-vax». Dallo scorso gennaio, l’indennizzo — che passa per un iter di riconoscimento che definire tortuoso è un eufemismo — ammonta a 50 milioni di euro per quest’anno e a 100 milioni di euro dal 2023.

La Svezia sembrerebbe essere uno dei pochi Paesi a non prendere sottogamba la questione (anche economica) delle reazioni avverse al vaccino. Dal novembre 2021 Stoccolma ha introdotto il risarcimento, fino a 1,1 milioni di dollari americani, corrisposto «senza che il cittadino sia tenuto a dimostrare che la vaccinazione ha causato il danno». E’ sufficiente la «preponderanza della probabilità», su altre cause. In Italia, questo rimane pura fantascienza. 

Cristina Gauri

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