C’è un nuovo fenomeno nel mondo del gambling: si chiama loot box e si stanno diffondendo sempre di più. Ma sono un rischio e serve una regolamentazione precisa per limitare tutti i possibili danni fatti all’utente.

Chiamatele gacha o loot box poco cambia, la sostanza è la stessa. E la sostanza, nello specifico, si riferisce a distributori automatici giapponesi che permettono di acquisire un oggetto alla cieca dopo aver inserito una semplice moneta o gettone. Un fenomeno che ha fatto il giro del mondo e che dal continente asiatico si sta spostando ovunque, sbarcando anche nel mondo del gambling.

Qui a farla da padrone è il modello di business del free to play, già sviluppato nel settore delle slot machine: le loot box creano un mix di azzardo e di abilità che rende la giocata e il suo esito totalmente legati al caso. C’è quindi un filo sottile che unisce questa nuova tecnica al gioco online, lo dimostra anche una ricerca pubblicata nel blog di questo sito, che mette in luce somiglianze sia dal punto di vista psicologico che strutturale. La ricerca ha evidenziato come il 40% dei bambini che giocano ai videogiochi abbiano aperto una loot box. Perché si aprono? I motivi sono soprattutto personali e sociali, mentre altri sono semplicemente legati alla giocabilità.

Stando a quanto riferisce la Juniper Research, inoltre, le loot box rappresentano una delle principali opzioni di monetizzazione: il loro giro d’affari arriverà a toccare, nel 2025, i 20 miliardi di dollari entro il 2025 dal momento che il 5% dei giocatori in tutto il mondo ne acquisterà una entro i prossimi quattro anni. Il problema da affrontare, però, è che la maggior parte dei profitti delle loot box arrivino da utenti a rischio, come i giocatori d’azzardo problematici.

Serve quindi un intervento normativo stabile e sicuro, anche se i primi tentativi di elaborare una legge in questo senso sono stati evanescenti. Solo in Cina, Belgio e Paesi Bassi si sta provando a limitare le loot box, rendendo illegali alcune tipologie. Stessa cosa che avviene nel mondo delle slot machine, online e non. Infatti, sono molte le piattaforme che offrono siti ingannevoli e giochi non riconosciuti. Per questo serve da un lato informazione e comunicazione all’utente e, dall’altra, un preciso riassetto e riordino normativo. Perché la corsa al guadagno non può far perdere di vista il bene primario: la salute e il benessere dei giocatori.

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