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Roma, 8 lug – I 18enni potranno votare anche per il Senato. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato la riforma costituzionale che attribuisce ai 18enni il voto per eleggere anche i candidati al Senato. Con questo voto, il Parlamento ha approvato definitivamente la riforma che sarà promulgata tra tre mesi per consentire di chiedere il referendum confermativo. Passaggio necessario poiché alla Camera sono mancati i due terzi. In favore della riforma hanno votato 178 senatori, 15 hanno votato contro e 30 si sono astenuti.



Sì al voto dei 18enni per il Senato, riforma in vigore dalle prossime politiche

Voto per il Senato ai 18enni: la riforma entrerà in vigore dalle prossime elezioni politiche e farà sì he le due Camere abbiano la stessa base elettorale. E soprattutto – come spiega il relatore Dario Parrini (Pd), presidente della commissione Affari costituzionali – farà sì che nelle due Camere vi siano le stesse maggioranze politiche. Sono quasi quattro milioni i giovani, tra i 18 e i 24 anni, che saranno coinvolti in questa modifica costituzionale. Acquisteranno l’elettorato attivo per il Senato.

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Italia viva: “Riforma incompleta, giovani siano eletti anche al Senato”

Se la riforma viene salutata dal Pd, che parla di “milioni di giovani non più cittadini di serie B”. Così come dal M5S, che dice che “migliora la democrazia”, c’è chi fa presente che il percorso è incompleto. Italia viva sottolinea che manca ancora la “possibilità per i giovani di essere protagonisti delle istituzioni, cioè della possibilità di essere eletti in Parlamento”. Infatti, “a fronte della riduzione del numero dei parlamentari – spiega Marco Di Maio – e del mantenimento della soglia di 40 anni per essere eletti al Senato (caso unico nel mondo per una assemblea votata a suffragio universale), saranno di meno le ragazze e i ragazzi che saranno eletti nel prossimo Parlamento. E che potranno concretamente contribuire alle decisioni sul proprio futuro”, sottolinea il capogruppo di Iv in commissione Affari costituzionali alla Camera. Pertanto, conclude, “sarebbe logico procedere verso l’individuazione di una sola Camera a elezione diretta. Modificando il nostro ordinamento, e permettendo a tutti i cittadini al di sopra dei 25 anni di potersi candidare a farne parte“.

Fratelli d’Italia: “Ora elezione diretta del Capo dello Stato”

Dall’opposizione, Fratelli d’Italia, che ha votato sì alla riforma, ora chiede l’elezione diretta del presidente della Repubblica. “Non si può prescindere da un presupposto fondamentale che va introdotto nella Costituzione accanto alla riduzione del numero dei parlamentari e accanto alla maggior partecipazione dei giovani: l’elezione diretta del Capo dello Stato”. Così il senatore FdI Achille Totaro durante la dichiarazione di voto in Aula. “Crediamo che questa sia una riforma giusta a metà. Da sempre ne parliamo, la destra lo fa da quando Giorgia Meloni, allora ministro della Gioventù, portò all’attenzione dell’Aula la necessità del coinvolgimento dei giovani nella vita politica”, ricorda Totaro. E lo fece “con l’abbassamento – in quella proposta di legge si parlava di equiparazione – dell’età per votare e per essere votati. Se vogliamo infatti che i giovani rappresentino in Parlamento anche quel pezzo di società, e quindi il futuro, la speranza e l’ambizione di questa nazione, non basta questa piccola riforma. Ma è necessario che possano anche essere eletti”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. I comunistardi annaspanti sperano d’avere senatori votati dai loro centrosocialari comprati con leggine a favore di droghe e altri vizi?

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